Reggio Emilia, il nuovo Paperone del 2018 in consiglio comunale è l’avvocato Paola Soragni dei 5 Stelle
Primeggia con un imponibile di 176.767 euro e scalza dal primato il forzista Claudio Bassi. Terza Maura Manghi (Pd)
REGGIO EMILIA. L’avvocato Claudio Bassi non è più il numero uno, fra i nababbi della Sala del Tricolore. Il capogruppo di Forza Italia è stato superato dalla collega nella professione forense Paola Soragni. La consigliera grillina sembra rispecchiare nella sua scalata reddituale l’ascesa politica del Movimento Cinque Stelle. Nel 2015 aveva dichiarato un imponibile di 60.165 euro, scesi a 35.090 l’anno successivo, ma nel 2017 è balzata a 107.586, incollandosi dietro ai 150.634 di Bassi e quest’anno primeggia con 176.767 euro, mentre il forzista scende a 139.242, retrocedendo al secondo posto.
Peraltro Paola Soragni è proprietaria di due abitazioni civili con un garage e una cantina a Reggio e di un immobile a Cervia, mentre Bassi possiede due alloggi, un ufficio, cinque autorimesse e oltre 250mila azioni di diverse società, tra cui Ubi, Telecom, A2A e Intesa San Paolo.
Non è l’unico cambiamento che si può notare spulciando le dichiarazioni dei redditi e le attestazioni patrimoniali che gli eletti sono tenuti a consegnare entro il primo dicembre di ogni anno.
Grazie all’articolo 14 del decreto legislativo 33 del 2013, che prevede tale rendicontazione, ogni cittadino ne può prendere visione in modo da controllare, almeno in teoria, gli arricchimenti sospetti.
Il Comune li trasmette on line sul suo sito istituzionale, sulla base del “Regolamento per gli obblighi di comunicazione concernenti i componenti degli organi elettivi e di indirizzo politico”, la norma di trasparenza che impegna i consiglieri comunali e i membri della Giunta a comunicare gli introiti percepiti e il patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto.
DOMINANO GLI AVVOCATI
Confrontando i dati di quest’anno con quelli dell’anno scorso, si rileva l’avanzata di un’altra libera professionista dell’ambito legale. La democratica Maura Manghi, notaio, è salita dal quinto al terzo posto, fra i consiglieri comunali, con un reddito dichiarato di 115.445 euro, a cui s’aggiunge la proprietà di una casa monofamiliare, del suo studio professionale e di quote di altri tre immobili.
Così il promotore finanziario della Fideuram Pierluigi Saccardi, anch’egli consigliere del Pd, retrocede dal terzo al quarto posto. Quest’anno ha denunciato un reddito di 98.506 euro, lievemente superiore a quello dichiarato l’anno scorso, a cui concorre la proprietà dell’abitazione con garage a Vezzano, di un ufficio a Reggio e di piccole partecipazioni a società non quotate.
Appartiene invece all’Mdp, frazione della sinistra, il quinto classificato Salvatore Scarpino, che è un ingegnere dell’Agenzia del territorio. Ha denunciato 82.844 euro. Si ritorna al Pd con il sesto, Matteo Terzi, che è responsabile della pianificazione in un’azienda di abbigliamento. Con un reddito di 54.907 euro ha scavalcato la presidente del consiglio Emanuela Caselli, anch’ella democratica, che dalla sua attività di ricercatrice e docente di discipline economiche nei centri di formazione professionale ha ricavato un imponibile di 53.901 euro.
Gli altri consiglieri del Pd sono compresi nella fascia intermedia dei 20-50mila euro (Campioli, Cantergiani, Cigarini, Mariachiara Morelli, Teresa Rivetti, Capelli, Federica Franceschini) o risultano poco abbienti. Emilia Davoli, Dario De Lucia e Christian Vergalli non raggiungono i 5mila euro.
Un divario abissale si riscontra in Forza Italia, dove ai quasi 140mila euro di Bassi si sontrappongono i 7.967 dell’altro consigliere, Nicolas Caccavo. Le differenze sono marcate anche nell'Mdp: Roberta Pavarini ha il reddito più basso dell’intero consiglio, appena 4.410 euro, se si eccettua la grillina Silvia Incerti, che quest’anno non ha presentato la dichiarazione.
L’avvocato Gianluca Vinci, unico esponente della Lega, ha denunciato 42.847 euro, un imponibile di tutto rispetto ma non paragonabile a quello dei due legali in testa alla graduatoria.
I REDDITI DELLA GIUNTA
Sono meno differenziati i redditi della Giunta. Il sindaco Luca Vecchi ha la più alta indennità di carica, più di 32mila euro, ma il suo imponibile di 56.229 è superato da quello di due assessori, che ricavano molto di più dalla loro professione.
Alex Pratissoli denuncia 81.567 euro, compresa un'indennità di 20.268, Raffaella Curioni 67.113 con soli 10.134 euro di indennità. Mirko Tutino ne incassa quasi 17mila, arrivando a un totale di circa 40mila.
Gli altri assessori hanno all’incirca lo stesso imponibile con un’indennità di 20.268 euro. Il vicesindaco Matteo Sassi parte da 24mila per salire a un reddito di 48mila euro.
I GETTONI DI PRESENZA
Si possono verificare le cifre percepite dai consiglieri nel primo semestre 2018 coi gettoni di presenza. Al primo posto, come ci si può aspettare, la presidente Caselli, con quasi diecimila euro. Vinci era stato invitato da De Lucia a dimettersi dal consiglio comunale per le molte assenze dovute al suo impegno parlamentare. In effetti ha partecipato a 9 sedute su 27, incassando 1018 euro di gettoni.
È la stessa cifra percepita da Roberta Rigon di Fratelli d’Italia, superiore ai poco più di 600 euro liquidati a Caccavo, Silvia Incerti e al dimissionario grillino Ivan Cantamessi, mentre Christian Panarari (M5s, subentrato a Cantamessi) risulta a zero.
Dimostrano una buona frequenza gli oltre tremila euro di Andrea Capelli, capogruppo Pd, Claudio Bassi (Fi), Cesare Bellentani (Magenta), Alessandra Guatteri (Cinque Stelle), Lanfranco De Franco e Salvatore Scarpino (Mdp). —
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