Gazzetta di Reggio

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L’INTERVENTO 

«Alla Coop il libro contro la Resistenza»

ALESSANDRO FONTANESI
«Alla Coop il libro contro la Resistenza»

Il volume “Compagno Mitra” alla libreria dell’Ariosto Fontanesi: «Sbagliato dar credito a ribalterie ideologiche» 

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ALESSANDRO FONTANESI

Appena due anni fa, la Coop (si quella Coop) incappò nella “svista” per aver messo in vendita i calendari del duce e del fascismo tra i suoi scaffali, ossia di colui che ormai un secolo fa, quelle coop le faceva bruciare, mettendo in galera e al confino i dirigenti della cooperazione.

Quando non addirittura aggredendoli a morte.

Ahimè quella stessa coop oggi ci ricasca, mettendo in vendita e bello in mostra in vetrina presso la libreria Ipercoop Ariosto Reggio Emilia, il libro che offende volgarmente, diffamando la memoria di tanti partigiani delle nostra provincia e non solo che sconfissero proprio il fascismo e il suo duce.

In quel libro, che definire revisionista è un eufemismo, sono citati i nomi di tanti partigiani, additandoli subdolamente a “killer sanguinari”, senza citare alcuna fonte storica, i quali hanno speso tutta la loro vita per la cooperazione. Uno in particolare è William Michelini, gappista ed ex presidente Anpi di Bologna, deceduto. Ora, la pretesa di non mettere in vendita un libro è piuttosto ardimentosa, in una società come la nostra, dove il denaro compera tutto, tanto la verità storica come la dignità delle persone.

Ma da una cooperativa, se davvero ancora si dice di rispettare i valori che ne ispirano la storia passata e presente, è lecito aspettarsi un occhio di riguardo in merito. Almeno dalla coop, che ci dicono “sei tu”.

Certamente non da oggi e non per questo libro in particolare, ma Prampolini e Gramsci si stanno rivoltando nella tomba.

La loro lezione, la loro eredità è calpestata ogni giorno se, tanto i politici quanto i giornalisti e le librerie, danno credito a simili ribalderie ideologiche, il cui unico scopo è quello di denigrare la generazione che ci ha dato la libertà, ma soprattutto per trovare una collocazione dignitosa e assolutoria nella storia, a quel fascismo che iniziò proprio dallo scioglimento delle cooperative a instaurare la dittatura.

Abbiate la decenza, se siete davvero la coop delle persone che dite di rappresentare, il fascismo con la storia che avete alle spalle non merita legittimazione nei vostri locali, almeno li, già ogni giorno è stato sdoganato nelle società, dall'indifferenza e dalla complicità delle istituzioni.

La stessa indifferenza che non ebbe remore a denunciare Gramsci, pagandone le conseguenze più estreme. —





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