Il falò dei cattivi pensieri e la camminata sulla rupe
Oltre 200 persone in piazza per l’evento carpinetano pensato dalla Pro loco Lo “Sveglione” di Canossa attira tanti turisti arrivati anche da lontano
MAROLA. Oltre duecento persone si sono date appuntamento in piazza Giovanni da Marola, fulcro delle feste della comunità che vive nella frazione di Carpineti, per brindare all’arrivo del nuovo anno.
Ad attrarre i tantissimi che, incuranti del freddo pungente, volevano essere presenti al veglione e al falò che avrebbe bruciato l’anno vecchio, è stata la novità delle lettere “dei cattivi pensieri” da gettare nel fuoco come buon auspicio per il 2019. E a giudicare dalla grande quantità di messaggi inseriti nello scatolone che poi è stato posizionato dai volontari della Pro Marola, organizzatrice della serata che ha avuto anche un risvolto benefico, al centro della montagna di fascine che verso la mezzanotte sono state incendiate, il risultato sperato alla vigilia è riuscito. Chi ha bruciato i dolori, prima ancora che i cattivi pensieri, per la perdita di un familiare nel corso del 2018, chi una malattia superata e chi, come qualche bambino più piccolo, un brutto voto preso nel corso dell’anno scolastico.
Tra i pensieri più bizzarri, trapelati tra il vociare dei presenti nonostante in questi casi si consigli di mantenere il riserbo in segno di scaramanzia, la voglia di vedere sconfitta la Juventus (da parte di qualche tifoso avverso) e anche la riuscita di una dieta. Un risultato importante, festeggiato dalla Pro Marola condotta dal presidente Giovanni Giannasi con spumante, vin brulè e panettone offerti ai presenti. Grazie alle offerte lasciate, sono stati raccolti fondi per la nuova sede della Croce Rossa di Carpineti.
CANOSSA
Anche la rupe di Canossa è stata al centro dei festeggiamenti del 31 dicembre. Lo “Sveglione” ha visto una buona partecipazione anche di turisti stranieri, provenienti da Olanda, Francia, Israele e Germania che, all’insegna della pace si sono ritrovati intorno al fuoco intonando canti beneaugurali e auspicando un avvenire migliore per tutti.
Una camminata rituale con canti, tamburi e torce intorno alla bianca rupe del castello di Canossa ha portato i curiosi partecipanti, guidati dal centro turistico “Andare a Canossa” e dall’associazione “Terre di Canossa”, a scoprire i misteriosi “occhi di Matilde” e ad immergersi completamente nella natura incontaminata di questo magico luogo.
Con la camminata al labirinto “Cuore di Matilde” e l’esplorazione dall’esterno con potenti pile dei nuovi recenti scavi archeologici effettuati sotto la rupe, si è arrivati fino a mezzanotte dove, vicino al nuovo presepe luminoso sul belvedere, convivialità, giochi e brindisi hanno completato la serata insieme ad un cerchio di condivisione dei buoni propositi e della parola dell’anno da liberare idealmente nell’etere, con la complicità del fuoco e di piccoli braceri accesi. —
Alessandro Zelioli
Federica Soncini
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