Gazzetta di Reggio

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Non solo brindisi 

Notte di lavoro per le forze dell’ordine

Notte di lavoro per le forze dell’ordine

L’uso smodato di alcol alla base di liti nei locali pubblici e tra le mura domestiche. Nessun ferito a causa dei botti 

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REGGIO EMILIA. C’è chi il brindisi di Capodanno l’ha fatto sul posto di lavoro. E chi invece non l’ha neppure fatto (e comunque non allo scoccare della mezzanotte) perché impegnato in strada a garantire la sicurezza dei reggiani. Parliamo delle forze dell’ordine e di soccorso per le quali la parola d’ordine è “non fermarsi mai”. E così i carabinieri così come i poliziotti della Questura, gli agenti della Municipale, gli uomini della Guardia di Finanza, i vigili del fuoco, il personale del 118, i volontari della Croce Rossa e della Croce Verde hanno trascorso la notte dell’ultimo dell’anno in parte nelle rispettive sedi, pronti a rispondere alle telefonate dei reggiani ed eventualmente a intervenire in maniera tempestiva, in parte sulle strade e nelle piazze per evitare disordini provocati vuoi da eventuali liti dovute a tassi alcolici più elevati del solito, vuoi dagli scoppi dei petardi da tenere sotto controllo, vuoi dalla presenza senz’altro più massiccia del solito di persone sia in centro storico che in periferia.

Linee roventi per tutte le forze dell’ordine e di soccorso a partire dal “112” della centrale operativa del comando provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia.

Gli uomini del colonnello Cristiano Desideri, in servizio alla centrale operativa, la notte di Capodanno hanno avuto giusto il tempo di fare un piccolo brindisi perché immediatamente dopo la mezzanotte i centralini sono subito divenuti incandescenti: allarmi di esercizi pubblici, aziende e abitazioni collegate alla centrale che si attivavano improvvisamente a causa dei botti. Un inizio dell’anno anno avviatosi con diverse chiamate pervenute al “112” anche per liti in locali pubblici (persone ubriache che disturbavano i clienti), tra vicini di casa (chiamate per esplosioni di petardi che volutamente venivano fatte esplodere nel cortile del vicino) e tra familiari all’interno delle mura domestiche (una ragazza aggressiva con la madre, un uomo che ha chiuso la porta a chiave con l’intento di impedire alla moglie di entrare a casa). In tutti i casi l’escandescenza tra le persone coinvolte è stata ricondotta all’uso smodato di bevande alcoliche. Telefonate sono giunte anche da alcuni cittadini che hanno chiamato lamentandosi per l’esplosione dei fuochi d’artificio. Fortunatamente nessuno, secondo quanto riferito dai carabinieri, è dovuto ricorrere alle cure del Pronto soccorso in seguito a ferite riconducibili ai famigerati botti di Capodanno. —

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