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Reggio Emilia, il Capodanno degli sfollati di via Turri 33 fra concerti in tv e voglia di tornare a casa

Leonardo Grilli
Reggio Emilia, il Capodanno degli sfollati di via Turri 33 fra concerti in tv e voglia di tornare a casa

I residenti del condominio teatro del rogo mortale sono stati trasferiti all’hotel Airone, altri sono tornati in patria per le feste

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REGGIO EMILIA. Si trovano bene, hanno un posto caldo dove dormire e dei pasti garantiti, ma la voglia di ritornare nelle proprie abitazioni è tanta e si fa sempre più forte man mano che passano le settimane. Il Capodanno degli sfollati di via Turri 33, la palazzina teatro del rogo mortale del 10 dicembre, è passato in un miscuglio di gratitudine per l’ospitalità offerta dal Comune e la tristezza per non averlo potuto trascorrere in casa, tra i propri oggetti e le proprie abitudini.

I residenti che non hanno trovato soluzioni alternative o non sono partiti per le vacanze sono stati trasferiti tutti all’hotel Airone data l’impossibilità, per la struttura Il Cristallo, di accoglierli ancora. Altri invece sono riusciti a tornare in patria dai propri parenti per le feste e rientreranno nei prossimo giorni. Sperando, probabilmente invano viste le tempistiche dei lavori, di riuscire a entrare nuovamente nelle proprie case.

Attualmente all’Airone vivono circa una ventina di sfollati ma ieri, a chiacchierare nella hall dell’albergo, erano presenti in due: Ermanno Baraldi e Pietro Nuzzo, parte della piccola comunità di italiani residenti in via Turri 33. «Siamo stati prima al Cristallo – raccontano i due – dalla mattina del 10 dicembre fino al 21, quindi ci hanno portato tutti qui all’Airone. Ieri (la notte del 31 dicembre, ndr) abbiamo visto l’Opera in televisione e poi siamo andati a letto dopo la mezzanotte. Ci troviamo molto bene per quanto riguarda la disponibilità, la gentilezza, l’accoglienza del personale e il caldo della camera. Qui in totale siamo più di una dozzina di cui tre italiani».

Una quarta residente italiana, infatti, spiegano Baraldi e Nuzzo, «ha rinunciato, ha preferito andare in un altro albergo in centro. Si tratta di una persona molto anziana e dobbiamo dire che ci dispiace per lei perché, se fosse rimasta qua, avrebbe passato più in compagnia il suo tempo».

Nonostante nessuno si lamenti per il trattamento, la speranza più grande è però ovviamente quella di poter tornare a casa prima possibile. «Qui siamo contenti – proseguono i due residenti – pensavamo di essere scesi di un gradino rispetto al Cristallo e invece, nonostante anche lì stessimo molto bene, stiamo scoprendo tutti i vantaggi di questa struttura. Però i disagi personali di ognuno li potete capire, soprattutto il timore verso le previsioni che ci possono dare per il futuro».

La domanda principale, ovviamente, è quando avrà finalmente fine questa situazione: «L’amministratore condominiale ci ha detto che i lavori da fare sono lunghi e sono tanti. Noi speriamo di non rimanere qui per troppo tempo ma per un altro mese sicuro, come minimo. Anche perché man mano che si lavora possono uscire altri problemi e poi ci siamo imbattuti nelle feste, quindi senz’altro tante cose sono state bloccate».

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