Il sindaco Vecchi si scopre combattivo nel silenzio delle opposizioni (e del Pd)
Solo il leghista Melato replica alle frecciate del primo cittadino. E nessuno svela le carte su chi sarà il suo sfidante
REGGIO EMILIA. Che abbiano scelto la strategia del silenzio? O più semplicemente è il clima ancora natalizio, che porta a deporre le asce di guerra per dar spazio ai buoni sentimenti? O forse anche la politica va in ferie? Difficile dirlo. Ma l’attacco che il sindaco, Luca Vecchi, ha lanciato alle opposizioni dalle pagine della Gazzetta del 30 dicembre sembra non aver prodotto reazioni. Silenzio assoluto. O quasi.
LE FRASI
«I cosiddetti “leoni di tastiera” non hanno mai risolto un solo problema concreto in vita loro». E poi: «…la città deve anche riflettere sulla inesistenza di un progetto alternativo. Sono stato in consiglio comunale per anni, ma mai mi era capitato di avere una così scarsa sollecitazione dalle opposizioni. Non ci sono idee, non c’è classe dirigente, non c’è progetto». E infine: «Il Pd con generosità deve mettersi a disposizione di questo viaggio e a Reggio deve essere uno dei protagonisti di un progetto plurale che con affidabilità, serietà e competenza guardi alla Reggio del 2030». Nell’anno delle amministrative, in programma a maggio, il mite Vecchi si scopre d’un tratto combattivo, lanciando tre frecciate precise. È l’ennesimo preludio della campagna elettorale pronta ad entrare nel vivo, quando generalmente non si guarda in faccia a niente e nessuno. E dove, fra eterne promesse mantenute o da mantenere, Vecchi si arrischia addirittura a mettere in campo un progetto che mira al 2030, chiamando in causa il suo partito, o quel che ne rimane, rimasto tuttavia muto di fronte all’appello del suo candidato, al pari dei suoi avversari. E il Pd, direbbe qualcuno? Una delle tante domande rimaste da tempo senza risposta.
TIMIDEZZA
Una reazione, a onor del vero, c’è stata. Una sola. È del leghista Matteo Melato, che su Facebook nel suo flusso ininterrotto di post anti-Vecchi (tale da competere con l’acerrimo rivale Pd, Dario De Lucia), posta una foto della Gazzetta e scrive: «Il Sindaco di Reggio Emilia (quasi ex) in preda ad un delirio di supponenza politica pensa alla città del 2030 quando non si occupa di quella attuale e insulta le opposizioni. LA PACCHIA STA PER FINIRE CARO LUCA! #Reggio2019 #ripuliamoReggio #Lega». Scrive proprio così, con tanto di maiuscole a evidenziare lo slogan. E gli altri? Vuoi vedere che Mattarella ha colto nel segno, iniziando il discorso di fine anno sull’uso (e l’abuso) dei social da parte dei politici? Si vedrà.
FORZE IN CAMPO
Per ora tutto tace. Tace il candidato sindaco del centrodestra riunito, che si sente redivivo. Ma ancora senza l’ufficialità di un nome. Tace anche il M5s (a proposito, chi sfiderà Vecchi?), così come i civici pronti a spuntare come aghi nel pagliaio. O aghi della bilancia.
IL FUOCO
Il rischio che tutti temono è di bruciarsi troppo presto. E quindi temporeggiano su nomi e liste, ammesso che abbiano già le idee chiare, lasciando però a Vecchi il vantaggio di una programmazione che vuol dire stringere accordi e legami con fette di città e società civile, utili al momento del voto. Gli altri? Magari pian piano moltiplicheranno i post per dire che – a torto o a ragione – tutta Reggio è da cambiare, parlando così alla loro platea come ci si rivolge solo ai propri sodali. Senza accorgersi che, in politica, un segreto per la vittoria sta nel convincere soprattutto chi non la pensa come te, ché gli altri sono assodati e le schiere degli ignorati sono sempre in aumento. Pur di non bruciarsi, in questo modo, si corre il rischio quindi di scottarsi. Zuckerberg, nel frattempo, però ringrazia. Di cuore. —
E.Spa.
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