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Parmareggio e Grandi Salumifici insieme nasce il colosso agroalimentare delle coop

Enrico Lorenzo Tidona
Parmareggio e Grandi Salumifici insieme nasce il colosso agroalimentare delle coop

Aggregazione da un miliardo di euro tra l’azienda dei formaggi di Montecavolo e quella dei salumi di Reggio e Brescello

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REGGIO EMILIA. Grazie alle ultime mosse nell’agroalimentare, la cooperazione sta riuscendo a far passare in secondo piano la recente tragedia nel settore delle costruzioni, marcando la distanza anche con i privati. Prova ne è l’ultima operazione, la creazione del gruppo Bonterre, che avrà la testa a Modena ma le braccia a Reggio Emilia, producendo prosciutti del calibro di Casa Modena e Parmigiano Reggiano, aggregando un fatturato superiore al miliardo di euro sotto il controllo della cooperazione rossa modenese.

OPERAZIONE STORICA

Bonterre è il frutto dell’aggregazione tra Grandi Salumifici Italiani (che conta stabilimenti a Reggio accanto all’ex Unipeg e a Brescello) e Parmareggio, premiata ditta nata a Montecavolo di Quattro Castella - accanto al magazzino delle tagliate del Creddem, che fu anche socio di minoranza - e che ha come testimonial la famiglia di topolini con la “erre” moscia. La nuova holding è ora a totale proprietà cooperativa essendo le due aziende di origine già controllate dalla cooperazione a marchio Legacoop. La nuova realtà, spiega una nota, può contare su un fatturato consolidato di oltre un miliardo di euro, di cui 200 milioni in export, 3 filiali commerciali all’estero, 16 stabilimenti in Italia, 2.000 dipendenti, (centinaia dei quali reggiani), 140.000 tonnellate prodotte all’anno e la filiera completa nel Parmigiano-Reggiano. Un colosso che si affianca a giganti della cooperazione alimentare del calibro di Granarolo (1,2 miliardi di fatturato nel 2017), e consolida le coop nella filiera della food valley italiana, dove i privati si muovo a suon di acquisizioni.

MODENA BATTE REGGIO

Nel dettaglio, il gruppo è partecipato e controllato congiuntamente dalle modenesi Unibon (54%) e dalla cooperativa agricola Granterre (46%), che hanno conferito il 100% del capitale sociale di Grandi Salumifici Italiani e di Parmareggio. Unibon è partecipata dalla finanziaria Sonfinco spa di Legacoop, che a sua volta - per dire – ha il 23% di Sicrea, società di costruzioni nata dalle ceneri della Cmr di Reggiolo. Intersezioni con Reggio Emilia che sono soprattutto legate a Parmareggio, spa di Montecavolo che commercializza Parmigiano Reggiano in porzioni e grattugiato. Nel 2004 fu ceduta dalla multinazionale Entremont che la cedette alla cooperazione tramite Unigrana. Un affare perché Parmareggio fattura 340 milioni e conta utili nel 2017 per 7,3 milioni (8,1 nel 2016). Ha 300 dipendenti, 100 dei quali a Montecavolo. «Questa operazione - osserva Milo Pacchioni, presidente di Unibon e ora di Bonterre - è la naturale prosecuzione di quel piano strategico che ha visto la sua prima tappa lo scorso gennaio con l’acquisizione da parte di Unibon della quota di Grandi Salumifici Italiani detenuta dalla Famiglia Senfter. Un piano che partendo da un’impresa già leader nazionale nella produzione di salumi, storicamente radicata sul territorio e forte dell’esperienza delle persone che vi lavorano, mira a sviluppare ulteriormente l’attività sia in Italia sia all’estero per diventare lo specialista di riferimento nel settore dell’italian food di alta gamma. Alla salumeria che oggi rappresentiamo con ben 7 Dop e Igp - conclude - si unirà infatti il formaggio più famoso al mondo, il nostro Parmigiano Reggiano».

REALTà UNICA

«Grandi Salumifici Italiani e Parmareggio – dice Giuliano Carletti, amministratore di Parmareggio e ora ad di Bonterre – si uniscono in un’unica realtà attiva però su due mercati diversi. Un’entità unica che praticamente non esiste in Italia, ma che è ben radicata ai suoi territori, conta su una grande esperienza ed è leader nella produzione di Dop e Igp». —


 

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