Scendono le esportazioni degli alimenti reggiani
I prodotti alimentari reggiani accrescono il loro valore ma le vendite oltre confine sono risultate in calo nel primo semestre del 2018
REGGIO EMILIA. Vengono più turisti a gustare in loco i nostri cibi? Siamo diventati più forti consumatori dei nostri prodotti? Fatto è che la “food economy” reggiana continua a crescere ma contemporaneamente scendono le sue esportazioni di prodotti alimentari e ciò in controtendenza con l’andamento nazionale. Il fenomeno risulta più marcato nel mese di dicembre quando ci sono diverse festività che inducono ad una più elevata richiesta di tipicità nostrane.
Sono le conclusioni che si possono trarre dall’analisi dei dati raccolti della Lapam Confartigianato che ha studiato la cosiddetta food valley emiliana accertando che essa gode buona salute soprattutto per i consumi interni mentre scende, pur restando rilevante, l’invio oltre frontiera.
Il primo semestre 2018 dell’export reggiano è risultato infatti in calo. Con riferimento alle elaborazioni statistiche dell’Istat si stima che in Italia, nel mese di dicembre 2018, la spesa media per prodotti alimentari e bevande salirà per quasi 2 miliardi e mezzo rispetto al 2017 arrivando a sfiorare i 15 miliardi di euro e che la provincia reggiana manterrà i livelli precedenti. Si calcola che nel reggiano verranno fatti acquisti alimentari per 131 milioni, 22 in più dello scorso anno, e di questi 59 milioni saranno intercettati dalle imprese artigiane di medie e piccole dimensioni.
Il prodotto alimentare di origine italiana è di fatto ai massimi storici e l’export non è da meno. Il settore rappresenta il 7,3% del totale delle esportazioni italiane con una crescita del 3,1% fra agosto 2017 ed agosto 2018. Tre quarti delle esportazioni riguardano alimenti ed un quarto le bevande con aumenti rispettivi del 2,1% e del 6,3%.
La nostra provincia viaggia in senso contrario perché nel primo semestre di quest’anno le esportazioni reggiane del settore sono state pari a 304 milioni di euro, l’1,8% in meno dello stesso periodo 2017.
Un aspetto rilevante se si considera che Reggio Emilia partecipa per l’1,8% al totale dell’export alimentare italiano. E ciò avviene anche grazie al lavoro di 920 imprese artigiane (dato riferito a settembre 2018) che però sono scese di una ventina di unità rispetto all’anno scorso.
Vale infine la pena di rammentare che l’Italia è prima al mondo per prodotti Dop (denominazione di origine protetta), Igp (indicazione geografica protetta) ed Stg (specialità tradizionale garantita). E in questa classifica Reggio Emilia è ai primi posti in Italia grazie ad oltre quindici prodotti che rientrano in queste categorie d’eccellenza. —
Luigi Vinceti
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google