Dopo 44 anni chiude “Ruffini”. Il forno cerca un altro gestore
Vetto, il titolare, Rino, lo aprì nel 1974 Ora appende il grembiule al chiodo e cede l’attività Intanto il 31 dicembre a tutti gratis pizza e gnocco fritto
VETTO. Dopo oltre quant’anni di attività ha chiuso i battenti lo storico formo “Ruffini” di Vetto, noto non soltanto lungo la Val d’Enza, ma in tutta la montagna reggiana. . Il titolare, Rino (classe 1948), ha deciso di appendere il grembiule al chiodo e di cedere l’attività a chi vorrà proseguire nello stesso mestiere. Per salutare amici e clienti, i titolari hanno allestito nell’ultimo giorno dell’anno un gazebo davanti l’ingresso e offerto a tutta la cittadinanza pizza, gnocco fritto, salumi e formaggi, fra la commozione dello stesso Rino che non ha potuto trattenere le lacrime di fronte alle numerose attestazioni di stima.
LA STORIA. L’esercizio venne aperto nel lontano 1974 dal titolare e dalla moglie Antonietta e sfornava oltre 2 quintali di pane al giorno. Oggi, invece, non si supera la produzione giornaliera di 150 chilogrammi e non sempre è così. Da allora ad oggi di tappe ne sono state raggiunte tante e anche di eccellenze: basti pensare al cosiddetto “pane casalino”, cioè l’unico pane fatto in casa ma immesso nella produzione commerciale. Fra i prodotti più apprezzati anche la nota torta di tagliatelle, queste ultime fatte rigorosamente in casa dalla moglie Antonietta.
L’ONOREVOLE. Fra gli episodi “inconsueti” Rino ricorda con piacere quel “portaborse” parlamentare che di tanto in tanto si presentava in forno con le sementi di finocchio, con le quali fare un pane del tutto particolare, destinato nientemeno che a un onorevole di Montecitorio.«Altri tempi – ricorda Rino Ruffini – ma la passione è rimasta la stessa, nella speranza che qualcuno raccolga questa bella e storica eredità». Con il forno di Ruffini sono diverse le piccole e storiche attività che alla fine del 2018 hanno chiuso i battenti per il sopraggiungere dell’età pensionabile per i titolari. Per loro tanta voglia di riposo e un po’ di rammarico, quello stesso che è molto più sentito dai tanti affezionati clienti. —
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