Due comunità ricordano il partigiano “Nero” morto da eroe a 18 anni
Boretto. Come ogni anno, anche a inizio 2019 Boretto celebra il sacrificio del partigiano Felice Montanari, nome di battaglia “Nero”.
Sono trascorsi 74 anni dalla sua morte, ma il suo ricordo rimane vivo, così come rimangono vivi i valori e gli ideali da lui trasmessi alle generazioni che si sono succedute.
Per questo motivo le amministrazioni comunali di Boretto e di Canneto sull’Oglio (il paese del Mantovano del quale Montanari era originario) e la sezione borettese dell’Anpi hanno rilanciato l’invito a commemorare il giovane partigiano che scelse di dare la propria vita per quella degli altri.
Montanari, per sfuggire all’arruolamento nell’esercito della Rsi, era finito prima ad Acquanegra, quindi a Viadana con la 123esima Brigata Garibaldi e da lì nella vicina Emilia.
Il 5 gennaio del 1945 al Casello 23, vicino alla Fiuma, il giovane “Nero”, appena diciottenne, resistette per alcune ore (con un maresciallo tedesco rapito per essere scambiato con uno dei partigiani tenuto prigioniero dai nazifasciti) all’assedio delle SS e dei fascisti, che lo avevano sorpreso all’alba e che si facevano scudo di civili borettesi rastrellati sul posto.
Vistosi ormai perduto, per salvare gli ostaggi ed evitare però di cadere nelle mani del nemico, Montanari si tolse la vita, senza tuttavia uccidere il suo prigioniero.
Domani mattina il programma delle celebrazioni prenderà il via alle 10.30 con il ritrovo davanti al municipio di Boretto e la successiva partenza per la deposizione di un mazzo di fiori sulla tomba di Montanari a Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova.
Alle 15.30, invece, è previsto il ritrovo davanti al monumento dei caduti di Boretto per la deposizione di un mazzo di fiori; alle 16, al Casello 23, spazio invece alla commemorazione ufficiale e alla deposizione di un mazzo di fiori, mentre una tromba suonerà il “Silenzio”. —
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