Gazzetta di Reggio

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le spese degli ospedali 

Ausl, la sicurezza costa 1,3 milioni all’anno fra telecamere e vigilanti

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reggio emilia. Quanto costa garantire un adeguato livello di sicurezza nelle strutture sanitarie pubbliche di Reggio Emilia? Stando a quanto diffuso dalla stessa Ausl, dopo l’ultimo furto di costosi macchinari dalla Cardiologia del Santa Maria, molto. Gli investimenti riguardano prevalentemente sistemi di videosorveglianza, guardiania, allarmi e ogni altra misura volta a garantire la sicurezza. A livello aziendale, ogni anno la spesa per la manutenzione degli impianti e per la gestione dell’attività di vigilanza ammonta ad oltre 1,3 milioni di euro, a cui si aggiungono le ingentissime somme investite per la realizzazione della Centrale Gestione Emergenze e l’acquisto dei dispositivi.

Gli ospedali, in particolare, sono luoghi pubblici e in quanto tale aperti – al solo Santa Maria entrano circa 5.500 persone al giorno – con oltre 100 varchi e ingressi percorribili di giorno, mentre di notte l’unico accesso fruibile dall’utenza e dagli operatori è il pronto soccorso. Per questo l’Arcispedale è dotato di un diffuso sistema di sicurezza costituito da circa 400 telecamere, da oltre 500 sensori anti intrusione e da un sistema di controllo accessi attraverso badge personalizzati e tracciabili costituito da circa 170 lettori.

Presso la struttura è attivo in fasce orarie anche un posto di polizia, con sede attigua al pronto soccorso, e un presidio di guardie giurate, che garantisce durante tutto l’arco della giornata una serie di servizi fra i quali la gestione degli allarmi, la vigilanza notturna con l’utilizzo di una guardia armata e il controllo del pronto soccorso negli orari di chiusura del presidio di polizia.

Per questo, spiega in una nota l’Ausl, «si può affermare che nonostante la sua dimensione (oltre 170.000 metri quadrati), la sua elevata complessità architettonica, tecnologica, impiantistica ed il fatto che sia una struttura aperta 24 ore su 24, il Santa Maria Nuova sia un luogo sicuro. Gli sforzi compiuti in questi anni hanno garantito un buon livello di sicurezza e l’azienda continua ad investire risorse in questo ambito, pur nella consapevolezza che l’azzeramento del rischio di fatti incresciosi come quello verificatosi fra il 23 ed il 24 dicembre scorsi, non sia realisticamente possibile». —

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