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Imboccano la pista nera bimba muore sulla slitta la madre rischia la vita

Enrico Lorenzo Tidona
Imboccano la pista nera bimba muore sulla slitta la madre rischia la vita

La famiglia reggiana era in vacanza in Alto Adige: fatale lo scontro con un albero La figlia di 8 anni muore sul colpo, la mamma viene rianimata ma è gravissima

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BOLZANO. Erano partiti da Reggio Emilia per una vacanza sulla neve: mamma, papà e i due figli, complice anche la pausa scolastica. E la giornata di sole ieri, sul Corno del Renon, a Bolzano, deve aver riempito di luce i loro occhi e le lunghe piste da sci che nascondevano però un’insidia. Sotto quel luccichio c’erano lastre di ghiaccio compatto, che sulla pista nera sono diventate una trappola mortale per la bimba di 8 anni, finita contro un albero in sella allo slittino sul quale stava scendendo insieme alla sua mamma di 38 anni. Un errore, quindi, sarebbe a monte dell’incidente: madre e bimba hanno imboccato il tracciato dedicato agli sciatori esperti lasciandosi andare giù, per raggiungere il papà e il fratello di 14 anni, che erano fermi alla stazione intermedia. A metà del tracciato, però, lo slittino deve aver raggiunto una velocità troppo alta, finendo fuori controllo e fermando la sua corsa contro l’albero. «Uno schianto simile a quello di un’auto contro un muro viste le pendenze in quel punto», raccontano gli esperti della zona.

L’urto ha ucciso sul colpo la bimba e ha lasciato in fin di vita la mamma, soccorsa da alcuni turisti che passavano a poca distanza, e che hanno trovato i due corpi sulla neve, facendo scattare i soccorsi, arrivati in prima battuta sugli sci. Davanti a loro la tragedia. Subito l’invio di una richiesta di intervento dell’elisoccorso alpino, giunto assieme ai carabinieri.

Si tratta del secondo incidente mortale in Italia sulle piste da sci da inizio anno. Una tragedia, quella di ieri, che ha gettato nello sconforto la famiglia reggiana in vacanza nelle Alpi sarentine, in Alto Adige, dove la donna e la figlia hanno noleggiato una slitta. Ma il divertimento si è subito trasformato in un dramma, avvenuto attorno alle 13, e dai contorni ancora poco chiari. Secondo le prime ricostruzioni dell’incidente, madre e figlia, a bordo della slitta, devono aver sbagliato direzione e invece di imboccare la pista riservata agli slittini, sono finite su una pista da sci “nera”, molto ripida e proibita a chi pratica lo slittino. In base a quanto si è appreso la mamma e la bambina dovevano scendere alla stazione intermedia dell’impianto di risalita, da dove parte poi la pista degli slittini che scende dolcemente verso valle. E invece sono andate fino alla stazione a monte, a 2mila metri di altitudine, dove ci sono tre piste e hanno preso la “nera”, conosciuta per pendenze tali - fino al 40% - che anche il gatto delle nevi viene issato alle volte con l’aiuto di un verricello. La velocità e la presenza di ghiaccio sono state fatali. La mamma, questa è l’ipotesi, avrebbe caricato la sua bimba davanti, per tenerla sott’occhio e non perderla in curva.

«È verosimile che non abbiano visto i cartelli di divieto per gli slittini che ci sono all’inizio della pista da sci», dice il responsabile del soccorso alpino del Renon e di Barbiano, Gottfried Fuchsberger. «Una volta imboccata la pista il loro slittino deve aver preso una tale velocità che non è stato più possibile fermarne la corsa. Le piste da sci sono assolutamente proibite per gli slittini, perché troppo ripide. Chi ci finisce con la slitta non ha scampo». —

Enrico Lorenzo Tidona

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