Nuova sede a Milano dell’Agenzia dei beni confiscati alla mafia
REGGIO EMILIA. I beni sottratti – al Nord – alla criminalità organizzata sono diventati un’enormità e la maxi inchiesta Aemilia ha dato in tal senso un contributo importante.
E una logica conseguenza di questa nuova situazione creatasi negli ultimi anni è l’aver identificato a Milano una nuova sede dell’Anbsc (Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata). La sede milanese va, quindi, ad aggiungersi alle quattro già operative a Roma, Reggio Calabria, Palermo e Napoli.
«Non vedo l’ora di inaugurare la nuova Agenzia dei beni confiscati alla mafia che avrà sede a Milano – ha confermato, di recente, il vicepremier Matteo Salvini – entro la fine dell’inverno. Avrà più personale, più poteri e più soldi a disposizione, perché mafia, camorra e ’ndrangheta vanno dove c’è denaro».
I beni definitivamente confiscati alla mafia in Emilia-Romagna sono 119: 77 in gestione all’Anbsc, 26 già destinati e 16 in fase di effettivo riutilizzo.
Secondo gli ultimi dati accessibili della mappa stilata dall'Università di Bologna (in particolare dagli studenti del master di secondo livello Pio La Torre) sono in tutto nove gli immobili ad oggi confiscati alla 'ndrangheta nel Reggiano.
Si tratta di due a Brescello, due a Cadelbosco Sopra, due a Gualtieri, due a Montecchio e uno a Reggiolo ma il loro numero è destinato ad aumentare alla luce delle due sentenze del processo Aemilia (quella del rito ordinario di primo grado del 31 ottobre e della Cassazione sul giudizio abbreviato del 24 ottobre). —
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