Gazzetta di Reggio

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Peppone è in “clinica” in attesa delle riparazioni

Mauro Pinotti

Ironia sulla caduta della statua simbolo comunista, ora nel magazzino comunale Il vicesindaco: «Non è facile trovare un artigiano che sappia lavorare il bronzo»

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La statua di Peppone crollata la mattina del 31 dicembre per un turista che si era appoggiato per una foto ricordo ora si trova in un magazzino del Comune di Brescello in attesa di essere riparata e riportata nella piazza centrale e a tornare a fare da “contraltare” all'altra statua di don Camillo che forse, vista l'esperienza, avrebbe bisogno di essere rinforzata prima che qualche altro turista la faccia cadere o al peggio, ci rimanga sotto mentre si fa immortalare in una foto ricordo. Il vicesindaco Stefano Storchi ha spiegato che «per il momento è tutto fermo» e aggiunge «non è facile trovare un artigiano che sappia lavorare il bronzo. Aspettiamo la fine del periodo natalizio, poi da lunedì cominceremo ad effettuare le opportune verifiche oltre a provvedere a contattare professionisti del settore per una consulenza e farci fare un preventivo per la realizzazione dei necessari lavori. Questione di poco tempo poi la statua tornerà al suo posto».

set naturale

Brescello è un autentico set naturale. Tra le vie del paese spuntano, come in un museo open air, i simboli delle tante scene dei film che hanno visto contrapposti il sindaco comunista e il parroco locale, democristiano: il carro armato lasciato dagli americani nel dopoguerra, la locomotiva del treno che porta Peppone a Roma per l'incarico parlamentare, la campana che crolla addosso al sindaco, il Cristo parlante a cui Don Camillo si confida. E chissà cosa avrebbe detto l'attore Fernandel che ha interpretato Don Camillo se fosse ancora in vita, vedendo che la statua del suo rivale Peppone, interpretato dall'indimenticato Gino Cervi è crollata per la “troppa popolarità” sancita dai turisti che si facevano fotografare appoggiati al “roccioso” onorevole comunista. E come raccontava il narratore nei film di Carmine Gallone sui due personaggi inventati da Giovannino Guareschi, « e qui (a Brescello, ndr) accadono cose che non possono accadere da nessun'altra parte del mondo», come quella della statua crollata nella mattina dell’ultimo giorno del 2018. Sulla pagina Fb il fotografo Ermes Lasagna che ha documentato l’intera vicenda oltre ai danni alla statua con due ammaccature sulla schiena di bronzo di Peppone, ha pubblicato un video accompagnato da un ironico commento .

l’ultimo baluardo

«Brescello, è caduto l'ultimo baluardo comunista, don Camillo è ancora in piedi, non c'è niente da fare, contro i preti non si vince». Di altra natura i commenti sulla pagina Facebook della “Gazzetta di Reggio”: c'è chi ha interpretato il crollo come «un presagio per le prossime elezioni», «un segno della crisi della sinistra». Addirittura c'è chi paventa «un complotto clericale». La polemica si allarga ad altri personaggi politici: c'è chi si augura il crollo di simboli come quello di Lenin. Ma subito una risposta “aut aut”: «Non mi toccare Lenin, l'unica cosa che c'è importante a Cavriago». Tra i commenti c'è pure chi ha avuto modo di “scontrarsi” politicamente sostenendo che lo scrittore Guareschi non è mai stato di sinistra e che Peppone era “democristiano”. Ma poi la discussione, è sfociata in provocazione su “gulag” e “Siberia” tanto per “beccarsi” l'un l'altro. —



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