Zambonini, una vita da antifascista Domattina la commemorazione
VILLA MINOZZO. Domani alle 11, nella piazza del municipio a Villa Minozzo, è in programma un momento in memoria di Enrico Zambonini – anarchico antifascista ucciso con don Pasquino Borghi – proposto dalla Fai, la Federazione anarchica italiana. Una delle grandi figure semidimenticate della prima metà del ‘900 reggiano. Nato a Villa Minozzo il 28 aprile 1893, lavora come meccanico, muratore e minatore. Emigrato da parenti a Genova per lavoro, viene arruolato nell’esercito e mandato a combattere in Libia. Si avvicina al socialismo. Rientrato in Italia nel 1919, è attivo militante nella CdL sindacalista di Sestri Ponente, partecipa all’assemblea costitutiva della sezione socialista di Villa Minozzo e sottoscrive una lira “pro automobile rossa”, l’acquisto di un’auto per facilitare lo spostamento degli oratori socialisti nella montagna reggiana. In quello stesso periodo si sposta verso l’anarchismo e, con l’ascesa del fascismo, va esule in Francia. Militante della Rivoluzione Spagnola e poi partigiano sulle nostre montagne, il 30 gennaio 1944 viene fucilato dai fascisti al poligono del tiro di Reggio Emilia. Zambonini, dopo aver rifiutato i conforti religiosi, mostrò il pugno chiuso urlando «Viva l’anarchia». —
Adr.Ar.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google