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gli accertamenti 

Cartelli scritti in tedesco anche la politica locale ora chiede chiarimenti

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BOLZANO. I cartelli in lingua tedesca hanno scaldato gli animi anche della politica locale altoatesina. Dura la presa di posizione ieri del consigliere provinciale Alessandro Urzì riguardo alla vicenda: «La mancanza di chiare indicazioni in lingua italiana (ma quelle in lingua tedesca ci sono, eccome) sulla pericolosità del tratto di pista da sci su cui è avvenuta la tragedia, farebbe intendere chiaramente come sarebbe stata la volontà dell’uomo, l’autorità giudiziaria stabilirà di chi in particolare, a scegliere deliberatamente di non usare la lingua italiana con la stessa evidenza tipografica della lingua tedesca nel segnalare i pericoli dei tracciati. Ora si deve aprire non una semplice riflessione formale ma una aperta revisione di tutto il sistema della comunicazione rivolta al pubblico (per tutte le comunicazioni di interesse pubblico) che non releghi in Alto Adige la lingua italiana ai margini. E non vale solo per i turisti ma è anche una questione di rispetto e sicurezza per gli italiani residenti in Alto Adige. La rimozione sui sentieri di montagna da parte dei gestori e ora anche sulle piste da sci di indicazioni fondamentali in italiano ora si può capire a quali tragedie possa portare. Lo diciamo da anni e le nostre richieste sono state tutte deliberatamente minimizzate», si legge in una nota.

Presa di posizione anche del consigliere comunale del Pd Claudio Della Ratta: «Ogni tanto poi, sui sentieri di montagna, qualcuno fa delle fughe in avanti, ponendo cartelli solo in tedesco. Veramente grave sarebbe se, come emerso, all’incidente con la slitta che ha visto il decesso di una bimba e il grave ferimento della madre, abbia contribuito anche l’indicazione di divieto percorrenza alle slitte in sola lingua tedesca posta ad inizio pista (il cartello verticale esplicativo con il simbolo di divieto alle slitte è posto cento metri più sotto, a discesa già iniziata). Paradossale che, con tutti i turisti italiani che frequentano le piste altoatesine (che si trovano quindi su suolo italiano), si pensi sufficiente porre cartelli solo in tedesco. Una triste e dolorosa vicenda, originata forse anche da carente informazione, assolutamente da chiarire». —

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