Corrieri della droga alla Mediopadana sequestrati sei chili e mezzo di marijuana
La Polfer blocca un uomo e una donna nigeriani: la “maria” nascosta in un voluminoso trolley. L’indagine si allarga
L’alta velocità fa “correre” più velocemente anche i traffici di stupefacenti. Ma nella notte del 29 dicembre scorso l’occhio attento di chi era di servizio per la polizia ferroviaria alla stazione Mediopadana – cioè il sovrintendente Daniele Donelli e l’agente scelto Elena Gravino – ha bloccato due corrieri della droga nigeriani (un uomo di 33 anni e una donna 25enne) nonché sequestrato ben sei chili e mezzo di marijuana. Oltretutto dovendo far fronte alla violenta reazione dell’uomo che con calci e pugni ha cercato di riprendersi la carta d’identità e di fuggire.
MOVIMENTI SOSPETTI
Sono le 23.25 quando arriva un treno partito da Roma e che in precedenza si è fermato a Firenze e Bologna. Scendono in tanti a Reggio Emilia. Fra questi due nigeriani che hanno viaggiato in scompartimenti diversi. Lei ha un grosso trolley con sè, lui è senza bagaglio. Ma è proprio l’uomo ad insospettire i poliziotti, perché alla loro vista allunga il passo in modo sospetto. Viene seguito con discrezione, lo lasciano uscire dalla stazione e vedono che s’incontra con la connazionale del trolley. A quel punto scatta il controllo e i due stranieri appaiono estremamente nervosi. Dicono che stanno attendendo un amico comune che deve venirli a prendere in auto, poi la tensione si alza perché i poliziotti decidono di ispezionare il trolley dove, sotto degli indumenti maschili, scoprono tre quantitativi di marijuana ben avvolti con il cellophane. Sei chili e mezzo di “maria” del valore di ben 60mila euro. Vistosi perduto, il 33enne cerca di scappare e di farsi largo con la forza, ma viene fermato al termine di una lotta. Alla Mediopadana arriva anche una volante e i due nigeriani vengono portati in questura per l’identificazione: il 33enne ha precedenti per droga ed è in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno, mentre la 25enne ha precedenti penali ma non relativi allo spaccio (pure lei deve rinnovare il permesso di soggiorno).
ULTERIORI INDAGINI
Dopo l’identificazione, l’arresto per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. La donna è in carcere a Modena, lui a Reggio Emilia: già convalidato il loro arresto dal giudice Dario De Luca. Mentre i due restano in carcere, il pm Iacopo Berardi (titolare dell’inchiesta) prosegue nelle indagini per capire chi fosse il destinatario di tutta quella marijuana e in che contesto (da dove sono partiti?) si muovono i due arrestati, attraverso l’analisi dei sei telefonini trovati in loro possesso. «Una brillante operazione – commenta Oscar Guidetti, comandante della Polfer – frutto di professionalità e acume investigativo». —
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