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Don Torreggiani: «Mi impegno ad applicare il provvedimento»

M.P.

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LUZZARA. Cosa ne pensa don Piergiorgio Torreggiani, parroco del paese, dell’ordinanza “anti cattiveria” del sindaco Andrea Costa? Bastano, come punizione alle offese e all’odio, leggere libri, guardare film, visitare mostre o fare lavori socialmente utili?

«Credo che sia necessario mettere un freno alla lingua soprattutto quando si scrive sui mezzi di comunicazione di oggi – afferma il sacerdote –. Sui social, che ci lasciano tanta libertà, non possiamo tuttavia dire o scrivere qualsiasi cosa, soprattutto quando si parla degli altri. Bisogna avere la possibilità di confrontarsi, di comunicare direttamente con le persone, perché altrimenti si rischia di far passare messaggi negativi. Purtroppo – prosegue – sui mezzi di comunicazione, oggi i buoni non vengono mai messi in luce. La cronaca riporta quasi sempre i fatti negativi che accadono attorno a noi, perché il bene non fa rumore. Inoltre ci sono tanti altri “cattivi” che operano in modo nascosto e che, purtroppo, portano avanti situazioni illegali ripetute. Non credo che il sindaco volesse dividere la società in buoni e cattivi. E non tocca certamente a me giudicare».

E sull’ordinanza di Costa, don Torreggiani aggiunge: «Non so di preciso che cosa ci sia dietro a questa provocazione. C’è troppa gente, oggi, brava a leggere dietro le righe. Posso dire, comunque, che ha funzionato perché, a mio parere, ha creato più clamore di quello che meritava. Tuttavia, in qualità di cittadino di questo Comune, mi impegnerò ad applicare l’ordinanza del sindaco, e non ho nessuna difficoltà a farlo perché corrisponde, in linea di massima, ai miei principi e alla mia volontà».

«Come cristiano e come sacerdote – conclude don Torreggiani – consiglierei, invece, di guardare all’esempio di Gesù Cristo, o se volete, cercare di imitare uno più vicino a noi, Giorgio La Pira (sindaco di Firenze dal 1951 al 1965, proclamato venerabile dalla Chiesa cattolica ndr), testimone di profonda coerenza tra il cristiano e l’uomo politico, e avrei suggerito caldamente, e non costretto per legge, di meditare il Vangelo, soprattutto la pagina delle beatitudini. Sarebbero una ottima scuola di vita e di convivenza pacifica per tutti». —

M.P.

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