Ex Bredamenarini, Seta in campo per la ripresa della produzione
Reggio Emilia, la Regione sblocca i pagamenti per 1,4 milioni di euro L’azienda di trasporto reggiana salderà l’acquisto di bus
REGGIO EMILIA. «A breve saremo pronti, sempre attraverso le aziende di trasporto pubblico emiliano-romagnole, a sbloccare e anticipare ulteriori risorse per 1 milione e 420mila euro, che dovranno consentire la ripresa produttiva dello stabilimento bolognese di Industria Italiana Autobus (IIA), condizione necessaria per costruire una prospettiva per una azienda che ha straordinarie potenzialità e competenze». Così l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, annunciando che la Regione sta mettendo in campo, per sostenere il riavvio della produzione alla ex Bredamenarini di Bologna, un percorso simile a quello realizzato nei mesi scorsi, che ha consentito di portare nelle casse dell’azienda la liquidità necessaria ad assicurare i salari ai lavoratori. La Regione sta infatti predisponendo, in questi giorni, i pagamenti all’azienda pubblica di trasporti Seta, che potrà così saldare il corrispettivo per l’acquisto di autobus da IIA
LA SOCIETA'. La Bredamenarini, storica azienda bolognese, è da tempo al centro di una profonda crisi aziendale. Nelle scorse settimane il gruppo ha cambiato compagine sociale con la ricapitalizzazione di due soci: il 70% dell’operazione fa capo alla turca Karsan mentre Leonardo-Finmeccanica contribuisce per il 30%. Il manager degli ultimi 4 anni, Stefano Del Rosso, presidente e ad dell'azionista di maggioranza Tevere spa, che aveva l'83% delle quote, si è dimesso e tutto il cda è strato rinnovato. Un esito diverso da quanto prospettato dal governo, quando sia in campagna elettorale sia dopo il voto del 4 marzo l’attuale vicepremier, Luigi Di Maio, aveva parlato di un salvataggio pubblico. Fra i soci, sarebbero dovuti entrare anche Ferrovie dello Stato. Ma per ora un nulla di fatto.
La Regione. «L’impegno concreto della Regione prosegue con senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori – aggiunge l Costi – pur nella mancanza di risposte chiare e puntuali del governo sulle prospettive future di IIA, sollevate da noi insieme a sindacati e istituzioni locali. È una corsa contro il tempo per salvaguardare produzione e occupazione nel sito produttivo di Bologna e non solo».
Il braccio di ferro. Sulla vicenda è in atto da tempo un braccio di ferro fra Regione e Governo. «Noi – chiude Costi – continuiamo a fare la nostra parte. E lo facciamo confermando la piena disponibilità della Regione, unitamente all’impegno del sistema del trasporto pubblico locale, a sostenere l’azienda. Ma un piano industriale serio che garantisca il rilancio della produzione e la tutela di tutti i posti di lavoro, non può più attendere. Ora serve uno scatto di responsabilità da parte del Governo che deve assicurare la prosecuzione della produzione e salvaguardare l’occupazione. Confidiamo di poterci sedere tutti quanto prima al tavolo di salvaguardia occupazionale aperto a Roma presso il ministero dello Sviluppo economico».
Il tavolo. Benché sia stata invitata solo la Regione Campania (dove a Flumeri, in provincia di Avellino, ha sede l’altro polo produttivo, oltre a quello bolognese, di IIA), anche la Regione Emilia-Romagna parteciperà al tavolo del Mise sul piano industriale che dovrà accompagnare la domanda di Cassa Integrazione: un piano che avrà ricadute su tutta l’azienda nel suo complesso. —
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