Fiori e il Silenzio per ricordare l’eroismo del partigiano Nero
Il giovane Felice Montanari si tolse la vita a 18 anni al Casello 23 per non cadere prigioniero delle SS e dei fascisti
Boretto. Sono trascorsi 74 anni dal sacrificio del giovane Felice Montanari, conosciuto da tutti come il "Nero", che il 5 gennaio 1945 diede prova di grande fierezza e coraggio, sacrificando la sua vita alla fede partigiana a soli 18 anni.
Come ogni anno, Boretto lo ha ricordato ieri con la cerimonia, che si è sviluppata in più momenti. In mattinata una delegazione è partita alla volta di Canneto sull'Oglio (Mantova), comune di cui Montanari era originario, per la deposizione di un mazzo di fiori sulla sua tomba, mentre nel pomeriggio i partecipanti si sono spostati al Casello 23, dove avvenne il sacrificio del giovane "Nero". Qui, dopo il "Silenzio" suonato dalla tromba, l’assessore Giorgia Bia, diversi rappresentanti di varie sezioni dell’Anpi e amici del “Nero” hanno ricordato la figura di Montanari, così come il commissario straordinario del Comune di Canneto, Francesco Palazzolo: le autorità hanno sottolineato l’eroismo del giovane partigiano, e lo hanno citato come esempio positivo per le nuove generazioni.
Prima della cerimonia al Casello 23, i partecipanti si erano riuniti presso il Monumento dei Caduti in via Roma – dove sorge una ricostruzione del casello, nei giardini pubblici – per la deposizione di un altro mazzo di fiori. In quel lontano 5 gennaio 1945, al Casello 23, vicino alla Fiuma, il giovane Felice Montanari, per evitare di cadere nelle mani del nemico, resistette per alcune ore, con un maresciallo tedesco suo prigioniero, a un assedio armato delle Ss e dei fascisti, i quali si facevano scudo di cittadini borettesi rastrellati sul posto. Vistosi perduto, per salvare gli ostaggi ed evitare di cadere vivo nelle mani del nemico, si uccise, senza assassinare il suo prigioniero per evitare rappresaglie le cui conseguenze si sarebbero ripercosse sui cittadini.
La vicenda di Felice Montanari è rimasta impressa nella storia borettese, e da allora il giovane – al quale, in paese, sono stati intitolati anche una via e un circolo Arci – viene ricordato ogni anno. —
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