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I ladri entrano in canonica e rubano il cibo per i poveri

Enrico Lorenzo Tidona
I ladri entrano in canonica e rubano il cibo per i poveri

Furto nella chiesa di Ca’ de Caroli: spariti zamponi, vino e olio e conserve. Don Rino: «Subiamo tre furti all’anno: erano le offerte dei nostri parrocchiani»

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SCANDIANO. «Pazienza». Chiude così la telefonata don Rino Bertoldi, parroco di Ventoso, che nei giorni ha dovuto registrare l’ennesimo furto ai danni della sue chiese. Pochi giorni fa è stato il turno della chiesa di Ca’ de’ Caroli, dalla quale sono però sparite questa volta le provviste che don Rino doveva regalare poi ai poveri.

Di pazienza, dice il prete 80enne, bisogna averne, perché di furti ne ha contati tanti in questi anni. Circa tre all’anno. «Ma questo mi è sembrato diverso - dice - perché i ladri hanno portato via solo una parte della raccolta dei poveri. Hanno rubato solo gli zamponi, il vino l’olio oltre alla conserva di pomodoro. Avevamo anche un sacco di pasta ma non la hanno presa. Si tratta di provviste che avevamo messo lì noi, regalate dai parrocchiani dopo le feste di Natale. Sono delle offerte che poi andavano ai nostri poveri. Ho trovato strano questo furto perché nei casi precedenti lasciano molta più confusione. Qui era quasi tutto a posto. Un lavoro pulito».

I ladri sono entrati dalla canonica che comunica con la chiesa situata lunga il viale alberato. Il cibo era stipato quindi in una sala della chiesa, sprovvista dell’abitazione. «Tutte le domeniche c’è chi ci lascia qualcosa, soprattutto sotto le feste - spiega il parroco - Subiamo circa tre furti all’anno ma di solito mi lasciano dietro tanta confusione. Quando ce ne accorgiamo sembra un campo minato. Questa volta invece hanno forzato la porta secondaria e sono entrati indisturbati portandosi via solo una parte del cibo. Forse è questione di gusti. Chissà a cosa gli serviva. Vabbè. Pazienza». —


 

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