In piazza in nome della disobbedienza Reggio Emilia al fianco di Sea-Watch
Mobilitazione nell’ambito dell’iniziativa “Apriamo i porti”. Gli organizzatori: «Non si può criminalizzare la solidarietà»
REGGIO EMILIA. «Chiedere l’apertura immediata di un porto sicuro per le navi di Sea-Watch e Sea-Eye». E poi: «Rivendicare la dignità degli uomini e delle donne che attraversano il Mediterraneo perché possano essere liberi di costruirsi un futuro in Europa». E ancora: «Rompere l’indifferenza davanti alle migliaia di morti nel Mediterraneo». E infine: «Rifiutare la criminalizzazione della solidarietà, batterci ancora una volta nel salvare vite in mare e salvarci dalla disumanità».
Sono queste alcune delle ragioni all’origine della manifestazione organizzata ieri pomeriggio in piazza Prampolini, dove poco meno di un centinaio di attivisti della rete di associazioni, Reggio Emilia per Mediterranea, si sono dati appuntamento nell’ambito delle mobilitazioni “Apriamo i porti. Al fianco di Sea-Watch e Sea-Eye”. La mobilitazione è avvenuta in diverse città italiane.
IL COLLEGAMENTO
A Reggio Emilia, durante l’iniziativa, c’è stato un collegamento con Alice Vignodelli, volontaria che fino a ieri mattina era a bordo di Seawatch, che ha raccontato la sua testimonianza. «Quarantanove persone sono state salvate in mare qualche giorno prima di Natale dalle navi delle ONG Sea-Eye e Sea-Watch, che fa parte dell’alleanza di navi solidali United4Med insieme a Open Arms e a Mediterranea Saving Humans – affermano i manifestanti – La presenza di queste navi nel Mediterraneo centrale è un atto concreto e necessario per fermare le stragi in mare. Sea-Watch e Mediterranea in missione congiunta sono partite con due imbarcazioni da Malta per raggiungere Sea-Watch 3, per portare supporto logistico e materiale alla nave, consentendo il cambio di equipaggio e rifornimenti, e per spingere gli Stati europei a dare un porto sicuro a queste 49 persone. Queste 49 persone però non sono ancora salve, perché nessun porto sicuro è stato aperto dagli Stati europei, nessun Governo europeo ha scelto l’umanità e la solidarietà ma l’indifferenza e la barbarie. Ora, dopo quasi 15 giorni di navigazione, entrambe le imbarcazioni sono costrette a vagare nel Mediterraneo in attesa di un approdo sicuro, di un porto accogliente. Gli equipaggi sono esausti, le persone salvate in mare, dopo essere scappate dall’inferno libico, sono allo stremo; l’Unione Europea sembra far finta di niente e di non essere in grado di trovare una soluzione degna per 49 persone».
Contro salvini
Nel mirino dei manifestanti, finisce soprattutto il decreto sicurezza del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, già in passato oggetto di iniziative di protesta. Ma anche la politica dell’accoglienza degli altri Paesi europei. «Salvini e il governo italiano continuano a dichiarare “porti chiusi”, seguendo una retorica securitaria di propaganda fondata sull'odio; Malta consente a Sea-Watch 3 di entrare nelle sue acque territoriali ma tiene ancora chiusi i porti; tutti i Governi europei si rivelano incapaci nel risolvere questa emergenza e dimostrano ancora una volta la loro disumanità “programmata”, seguendo la strada di politiche discriminatorie, paradigmi escludenti, criminalizzazione della solidarietà e dei/delle migranti». Per i manifestanti, tuttavia, «queste navi non sono sole. Quel ponte tra mare e terra costruito in questi mesi nell’attivazione straordinaria per e con Mediterranea, può aggiungere tanti altri mattoni e fortificarsi ancora di più con le tante persone disposte a schierarsi per fermare la spirale dell’egoismo e della diffidenza, della rassegnazione e dell’indifferenza, per vincere la paura e il disprezzo con la solidarietà e l’umanità, per rovesciare le campagne d’odio».
Di qui l’invito a «rompere l’indifferenza davanti alle migliaia di morti nel Mediterraneo; rifiutare la criminalizzazione della solidarietà; batterci ancora una volta nel salvare vite in mare e salvarci dalla disumanità; aprire i porti e le nostre braccia a chi cerca un futuro degno; tessere una nuova società insieme a chi sfida i confini; costruire un’Europa migliore. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
