La Lega diserta il Tricolore «Nessun invito al governo»
VInci, parlamentare e segretario emiliano del Carroccio all’attacco del Comune «La presidente del Senato non è una componente della maggioranza»
REGGIO EMILIA. «Dopo 10 anni di mia partecipazione a questa festa, a volte anche facendo presidi di protesta, ma sempre nel rispetto delle istituzioni, quest’anno non parteciperò a un evento elettorale di un partito minoranza nel Paese che ha l’arroganza di parlare da solo a nome di tutti». La Lega diserta la festa del Tricolore. Lo rende noto il segretario emiliano del Carroccio, deputato e capogruppo in Sala Tricolore, Gianluca Vinci, accusando Pd e Comune di strumentalizzare la ricorrenza a causa del mancato invito di esponenti del governo gialloverde.
L’ATTACCO
«Leggendo il programma della festa si rimane colpiti dalla politicizzazione che di questa festa il Pd vuol fare per le prossime elezioni comunali e regionali – attacca Vinci – Una festa per la città e per tutto il Paese che viene strumentalizzata dalla sinistra che da tempo la fa passare per una festa partigiana con canzoni e video che nulla hanno a che fare con la nascita del Tricolore Cispadano». Per il leghista, «quest’anno il Pd reggiano ha fatto di peggio, anziché mantenere la festa a un livello di imparzialità istituzionale si è deciso di non invitare nessun esponente del Governo e vi sarà la partecipazione del solo presidente del Senato, la senatrice Casellati, non appartenente alla maggioranza».
CONTRO IL COMUNE
L’assenza della Lega non è una novità assoluta. E spesso il Carroccio ha disertato il Tricolore, soprattutto quando la priorità era l’indipendenza della Padania. Uno scenario cambiato da quando la nuova parola d’ordine del Carroccio è “sovranismo”, mettendo in soffitta anche l’antica determinazione geografica identificata nel “Nord”.
E se l’accusa al Comune è di politicizzare la festa, lo stesso Vinci usa la diserzione per lanciare un attacco elettorale: «L’amministrazione, palesemente spaventata dai dati circa la scarsissima possibilità di rielezione, ha deciso di trasformare la festa della città in un comizio per i soli esponenti del Pd, il sindaco Vecchi, il presidente della Provincia e il presidente della Regione, senza alcun intervento non allineato, neppure di carattere culturale – continua Vinci – Tutto questo mentre il “Comitato Primo Tricolore” è costretto a lasciare la propria storica sede presso la Galleria Santa Maria, non avendone una nuova. Una festa svuotata del contenuto e trasformata in un siparietto di persone che racconteranno la loro bravura e la cattiveria di chi, legittimamente eletto, governa il Paese, una ennesima occasione persa per la città per colpa del Pd. Dall’anno prossimo il 7 gennaio con una nuova amministrazione tornerà ad essere una grande festa per tutta la città». —
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