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Ordinanza anti-cattiveria, bufera sul sindaco Costa per gli insulti a Conte, Salvini e Di Maio. Il ministro dell'Interno: "Cos'hai nel cervello?"

Ordinanza anti-cattiveria, bufera sul sindaco Costa per gli insulti a Conte, Salvini e Di Maio. Il ministro dell'Interno: "Cos'hai nel cervello?"

Lega e M5s all'attacco: "Ha dato dei pagliacci ai componenti del governo e del coglione al ministro dell'Interno". Lui fa il mea culpa: "Mi stavo ammalando di rabbia anche io". Interviene anche Salvini: "Quanto volontariato farai?"

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REGGIO EMILIA. Pochi giorni prima di emanare l'ordinanza anti-cattiveria, il sindaco di Luzzara, Andrea Costa, segretario provinciale Pd, «ha definito in un tweet del 23 dicembre "pericolosi pagliacci Conte, Di Maio e Salvini e "coglione pericoloso" il ministro degli Interni (26 dicembre), poi ridefinito ancora "pagliaccio" che "punta all'infermità mentale", in data 27 dicembre». Lo sottolinea in una nota diffusa il gruppo dei consiglieri comunali di Reggio Emilia del M5s, dicendo che il primo a violare il provvedimento è stato proprio il suo estensore: «Il primo cittadino di Luzzara e segretario provinciale del Pd - si legge nella nota - è pregato di applicare su se stesso l'ordinanza. Con il massimo della sanzione, visto che ne è l'estensore e ideatore come ha raccontato ai media locali. Poi lasci la politica».

Anche il segretario emiliano della Lega, Gianluca Vinci, parlamentare e capogruppo in Sala Tricolore ha attaccato Costa sul tweet nel quale ha insultato il ministro dell'Interno. "Ma nel PD reggiano che problemi hanno? Il Sindaco di Luzzara il 26 Dicembre da del "Coglione" al Ministro dell'Interno Matteo Salvini poi ieri fa un'ordinanza per punire chi usa frasi rancorose sui Social. Quelli del PD sono alla fine, che si autopunisca e che punisca anche il Sindaco di Reggio, un altro rancoroso, comuni in mano a gente mai stata capace ma che ora ha perso ogni ritegno! Cosa ne pensate?".


«È proprio perché il contesto è inquinato che si rischia di ammalarsi. Ed è quello che stava capitando anche a me: da qui ho avvertito ancora di più l'urgenza di emettere quell'ordinanza. Che comunque colpisce l'esibizione di cattiveria, che è cosa ben diversa dall'esprimere una critica». Così si è difeso Costa, interpellato su quanto fatto notare dal M5s, cioé i suoi tweet offensivi prima di Natale contro esponenti del Governo. Il primo cittadino spiega di essersi in qualche modo "autopunito", infliggendosi una delle sanzioni previste dalla sua stessa ordinanza: leggere dei libri: «Detto questo - spiega infatti Costa - mi sto già comunque imponendo alcune letture che male non fanno».

Sulla vicenda interviene lo stesso Salvini, al quale erano stati indirizzati alcuni insulti. Il ministro scrive un tweet e un post su Facebook "Sindaco del PD emette un’ordinanza per “punire” la “violenza verbale, il rancore, la rabbia” (e già qui...), nel frattempo mi dà pubblicamente del “pagliaccio che punta all’infermità mentale” e del “COGLIONE”. Ma secondo voi questi cos’hanno nel cervello? E, soprattutto, quanto volontariato dovrà fare questo poveretto in base alla sua stessa “ordinanza”?".

A Salvini, replica lo stesso Costa, con un tweet di risposta a quello del ministro: "Tra il dire pagliaccio e augurare la morte c'è molta differenza. Se dico che ho sbagliato lei mi aiuta a ripulire l'ambiente da tanti commenti di suoi follower che son sicuro un ministro disapprova?".

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