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Bambina morta sullo slittino: sigilli alla pista, la procura indaga la mamma e i gestori

Enrico Lorenzo Tidona
Bambina morta sullo slittino: sigilli alla pista, la procura indaga la mamma e i gestori

Aperto un fascicolo a Bolzano per la morte della piccola Emily Formisano: il reato contestato per tutti è omicidio colposo. I carabinieri sequestrano il tracciato. Al vaglio norme di sicurezza e cartelli

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REGGIO EMILIA. Non dovevano scendere da quella pista. Questo è l’unico punto certo su cui concordano tutti, dopo la morte sullo slittino di Emily Formisano e il grave ferimento della mamma Renata Dyakowska. A restare incerti sono i motivi di quella tragica scelta. La procura di Bolzano ha subito fatto partire un’inchiesta per omicidio colposo per chiarire le cause ed eventuali responsabilità dell’incidente mortale con lo slittino.

LE INDAGINI

Ad essere stata iscritta nel registro degli indagati è stata la mamma di Emily, che non è ancora stata sentita essendo in condizioni critiche, ricoverata in rianimazione all’ospedale di Bolzano. La procura sta cercando di capire come mai sia stata imboccata da mamma e figlia la pista nera: secondo le prime ricostruzioni dell’incidente, madre e figlia, a bordo dello slittino, devono aver sbagliato direzione e, invece di imboccare la pista riservata agli slittini, sono finite su una pista da sci “nera”, molto ripida e proibita a chi pratica lo slittino.

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In base a quanto si è appreso da una prima ricostruzione dei fatti, la mamma e la bambina dovevano scendere alla stazione intermedia dell’impianto di risalita sul Corno di Renon, e invece sono andate fino alla stazione a monte dove ci sono tre piste. Hanno preso la “nera” e dopo il primo muro con una pendenza del 40% hanno preso velocità e si sono schiantate contro un albero. Bisogna però capire se mamma e figlia, oltre ad aver noleggiato lo slittino a valle, avevano noleggiato o avevano a disposizione caschetti e protezioni. La pista per gli slittini era una fermata più sotto, ma loro hanno proseguito il viaggio con l’ovovia fino a 2.000 metri, imboccando poi la pista a sinistra, che era la nera.

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CARTELLI SOTTO ACCUSA

Ed è qui che si sta concentrando l’attenzione da parte dei carabinieri del reparto operativo e del Radiomobile di Bolzano. Prima di tutto la procura ha indagato anche i gestori dell’impianto per valutare proprio responsabilità in merito ai sistemi di sicurezza. Inoltre il cartello posizionato all’inizio della pista nera (vedi foto accanto) contiene l’indicazione letterale del divieto di discesa con lo slittino in sola lingua tedesca: «Rodeln verboten» (vietato scendere con lo slittino). Fatto salvo che si trattava comunque di una pista nera - quindi consigliata ai soli sciatori esperti - c’è già polemica sulla mancata compresenza dell’italiano oltre al tedesco nella dicitura. Al termine della scritta c’è un simbolo grafico di divieto, per alcuni troppo piccolo per essere visto chiaramente a distanza. A metà pista, invece, ci sarebbe una scritta grande in italiano che rammenta il divieto. Ma a quell’altezza lo slittino era già incontrollabile.

PISTA SEQUESTRATA

La procura di Bolzano ha quindi posto sotto sequestro la pista su cui è avvenuto l'incidente. Ieri è stato effettuato un sopralluogo dal pm di turno, Luisa Mosna. Sarà ora la Procura, con la regia del procuratore aggiunto Giancarlo Bramante, a valutare le eventuali responsabilità dell'incidente. —

Enrico Lorenzo Tidona

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