Smog alle stelle nell’anno nero della centralina di viale Timavo
Reggio Emilia, registrati nel 2018 quasi due mesi di sforamenti: record negativo in regione Proseguono fino a lunedì 7 le limitazioni al traffico e ai riscaldamenti
REGGIO EMILIA. Giovedì scorso la ventata di aria gelida proveniente dai Balcani ha finalmente disperso le polveri sottili che inquinavano l’atmosfera della pianura reggiana. Ma la svolta è arrivata troppo tardi perché fossero revocate le misure emergenziali antismog, che erano imposte dal giorno di Capodanno. Così fino a lunedì prossimo, 7 gennaio, dovremo continuare a rispettare le limitazioni straordinarie del traffico e del riscaldamento domestico, benché in questi giorni il cielo sia insolitamente terso e luminoso. Infatti il piano regionale prevede che lo stop ai diesel euro 4 e gli altri divieti siano decisi sulla base della qualità dell'aria misurata nei tre giorni che precedono i monitoraggi del lunedì e del giovedì.
I giorni scorsi. L’aria era decisamente pulita giovedì 3 gennaio, ma non mercoledì 2, martedì 1 e lunedì 31 dicembre. Perciò la tagliola predisposta dalla Regione è scattata inesorabile con la conferma delle misure emergenziali. Servirà, forse, a rendere ancora più salubre l’aria che respiriamo in questi giorni, ma è ancora da dimostrare la sua efficacia nel contrastare l’inquinamento che affligge la nostra città nella maggior parte della stagione invernale.
Il primato. Reggio, purtroppo, ne detiene il primato regionale, pur avendo sempre formalmente applicato il dispositivo del piano “Liberiamo l’aria”.
I dati . Il bilancio del 2018 è sconsolante. La centralina installata dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale in viale Timavo, in prossimità di porta Santo Stefano, ha contato 56 giornate in cui la concentrazione delle polveri sottili pm10 ha superato il limite di 50 microgrammi al metro cubo fissato dalla normativa europea. Nessun’altra città emiliana ha uguagliato questo record. Modena ne ha collezionati 51 in via Giardini e 39 a Fiorano, Parma 45 in via Montebello e 40 alla Cittadella, Ferrara 41 e Rimini 36. Altrove il numero degli sforamenti è rimasto inferiore ai 35 tollerati dalla normativa europea per le polveri sottili.
Le centraline. Peraltro i dati delle centraline non bastano per attestare la qualità dell’aria che si respira nell’intero agglomerato urbano. Quella di viale Timavo è posizionata in uno dei nodi stradali più congestionati. Quella dell’ex-San Lazzaro rileva sempre concentrazioni decisamente più basse anche rispetto alle altre due collocate in provincia, a Castellarano e a San Rocco di Guastalla. Nessuna di queste tre è arrivata alla soglia di 35 sforamenti. E non è detto che le strumentazioni delle altre città emiliane si trovino in luoghi trafficati come il nostro viale Timavo, dove dal mese scorso si sono verificati, per le polveri sottili, ben 16 sforamenti nei giorni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 14, 15, 16, 17, 28, 29, 30 e 31 dicembre, 1 e 2 gennaio. L’unica nota positiva, per la nostra provincia, riguarda l’ozono, la cui concentrazione aumenta nella stagione estiva. Nessuna delle quattro stazioni reggiane ha superato la soglia di 25 volte all'anno, mentre la maggior parte delle altre località dell'Emilia-Romagna è andata oltre tale limite. —
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