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Bambini in preghiera per ricordare Emily. Il gestore: piste a norma

Enrico Lorenzo Tidona ;
Bambini in preghiera per ricordare Emily. Il gestore: piste a norma

Mamma Renata operata due volte a Bolzano, resta ancora in pericolo di vita. Nuovo sopralluogo dei carabinieri ma non ci sono dubbi sulle cause della morte

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REGGIO EMILIA. La mamma di Emily Formisano combatte ancora tra la vita e la morte. Una preghiera dei bambini della parrocchia di Ospizio, l’ha idealmente raggiunta, ieri pomeriggio. A recitarla i compagni di catechismo della bimba di 8 anni, morta venerdì scorso, che da quest’anno si era iscritta al corso della parrocchia. Genitori e bimbi hanno pregato con don Matteo Bandavalli per ricordare la loro compagna e per rivolgere un pensiero a Renata Dyakowska, 38 anni, mamma della bimba e che con lei ha sbattuto violentemente contro un albero a bordo della pista nera sul Corno del Renon, a Bolzano, mentre erano entrambe su uno slittino. La mamma versa ancora in gravi condizioni all’ospedale di Bolzano, dove è stata operata due volte. Due accessi in sala operatoria che non sono stati però risolutivi. Le condizioni della donna restano ancora critiche, vegliata costantemente dal marito, Ciro Formisano, 43 anni, operaio della Dana Brevini di Reggio Emilia. La casa di via Gogol è ancora vuota, in attesa del ritorno di Formisano e del figlio maggiore Emanuele.

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ATTESA PER I FUNERALI

La procura di Bolzano non ha disposto l’autopsia sul corpo della bambina, non essendoci dubbi sul motivo della morte. La salma potrebbe essere presto liberata per poter celebrare i funerali. Resta invece da capire la dinamica e i motivi che hanno portato la donna a scegliere la pista nera, interdetta agli slittini ma con un divieto, all’imbocco, scritto in lingua tedesca e che sta sollevando polemiche anche politiche, alle quali si oppone ora il presidente dell’impianto altoatesino.

QUERELLE SUI CARTELLI

Siegfried Wolfsgruber, presidente della società che gestisce gli impianti di risalita al Corno del Renon, non ci sta e replica alle polemiche. «È accaduta una tragedia incredibile, inimmaginabile - ha detto ieri Wolfsgruber - Come si può percorrere una pista da sci sullo slittino malgrado sia stata accuratamente segnalata con tanto di pallina nera ed il simbolo di divieto di percorrerla con la slitta?». Wolfsgruber presente anche ieri al rifugio Schwarzsee all’imbocco della pista sequestrata dall’autorità giudiziaria, non si dà pace. «I cartelli che segnalavano la pista nera ci sono all’inizio della pista, la segnaletica è quella prescritta e credo sia abbondante - dice Wolfsgruber - All’uscita dalla cabinovia, prima di percorrere la pista nera che è anche l’unica del nostro comprensorio, ci sono almeno tre cartelli che indicano che quella è una pista per sciatori e non per chi va con lo slittino che ha un suo ben definito percorso che scende verso valle». Su un cartello giallo sono indicati i nomi delle piste che si possono percorrere, la direzione ed accanto i colori che corrispondono alla categoria di difficoltà. Nella parte superiore vengono indicate anche le direzioni della pista da sci nordico e del tracciato riservato agli slittini che sono dalla parte completamente opposte rispetto a quella imboccata da Renata e dalla piccola Emily che, invece, indica «Talstation - Stazione a valle - Rodeln verboten» con accanto il simbolo bianco e rosso di divieto di slittini. Proprio sul mancato bilinguismo del cartello, soprattutto di un divieto, si è accesa la polemica. «Quella indicazione solo in lingua tedesca è ininfluente, non doveva nemmeno esserci anche se accanto c’era il simboletto del divieto di discesa con la slitta in quella direzione», ha aggiunto Wolfsgruber ricordando che «la segnaletica c’è ed è abbondante».

NUOVO SOPRALLUOGO

La pista di Renon resta sotto sequestro. Si tratta della pista da sci alpino «Schwarzsee 2», di categoria nera e quindi solo per esperti. La procura ha indagato per omicidio colposo sia la madre di Emily, sia i responsabili degli impianti. Una tragedia dai contorni ancora sbiaditi. L’incidente si è verificato nella parte finale del muro quando chi guidava la slitta ha perso il controllo andando a schiantarsi contro un albero a bordo pista. Sul luogo della tragedia, per un nuovo sopralluogo, sono ritornati anche i carabinieri con il comandante di Bolzano, il sottotenente Ferdinando Nasta.—


 

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