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Insulti a Salvini e Di Maio Bufera sul sindaco Costa

Evaristo Sparvieri
Insulti a Salvini e Di Maio Bufera sul sindaco Costa

Lega e M5s all'attacco: «Dà dei pagliacci al governo, non rispetta la sua norma»  Lui ammette: «Ho sbagliato». Post di Salvini: «Ma cos’ha nel cervello?»

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Conte, Di Maio e Salvini? «Pericolosi pagliacci». Il ministro dell’Interno? «Coglione pericoloso», poi ridefinito ancora «pagliaccio» che «punta all’infermità mentale». È bufera su Andrea Costa, segretario provinciale Pd e sindaco di Luzzara, autore di quell’ordinanza anti-cattiveria che ha fatto il giro d’Italia, raccogliendo attestati di stima anche all’estero. Un provvedimento firmato il 4 gennaio per dare il via a una riscossa “buonista”, invitando i suoi concittadini a segnalare all’indirizzo stopcattiveria@comune.luzzara.re.it episodi di incitamenti all’odio – anche in rete – promettendo punizioni rieducative: dalla lettura di libri come “Se questo è un uomo” di Primo Levi alla visione di film come “La Vita è Bella”, passando per il consiglio di ammirare capolavori dell’arte come la Pietà Rondanini al Castello Sforzesco di Milano, assistere alla rappresentazione teatrale di opere come Edipo Re o visitare luoghi simbolo come il campo di Fossoli e il museo Cervi. Per i casi, più gravi, almeno 10 ore di volontariato.

colto in castagna

I cittadini dovranno inviare prove della violazione dell’ordinanza, attraverso video, foto o screenshot. Ma è proprio uno screenshot ad aver colto in castagna il sindaco di Luzzara, a fine dicembre autore di tweet decisamente al vetriolo. Un esempio? «È abbastanza semplice da dire: al Ministero degli Interni c’è un coglione pericoloso». Un altro? «Ormai è chiaro, il pagliaccio ministro degli Interni @matteosalvinimi punta alla infermità mentale per uno sconto di pena. Non accadrà: dovrai rendere conto delle tue boiate senza attenuanti #facciamorete».

inchiodato dalla rete

I tweet sono finiti sotto gli occhi del deputato leghista Gianluca Vinci, segretario emiliano del Carroccio e capogruppo in Sala Tricolore, che subito su Facebook è passato al contrattacco: «Ma nel Pd reggiano che problemi hanno? Il sindaco di Luzzara il 26 dicembre dà del “coglione” al ministro dell’Interno Matteo Salvini poi fa un’ordinanza per punire chi usa frasi rancorose sui social». Anche dal M5s non sono rimasti di certo a guardare, chiedendo a Costa di lasciare la politica. «Il primo cittadino di Luzzara e segretario provinciale Pd è pregato di applicare su se stesso l’ordinanza – scrivono Alessandra Guatteri e i consiglieri M5s – Con il massimo della sanzione, visto che ne è l’estensore e ideatore. Poi lasci la politica. Ha un futuro assicurato come fine umorista».

Il ministro

E Salvini? Il ministro dell’Interno, destinatario degli insulti, nel flusso ininterrotto di tweet e post non poteva non dedicare una sua personale replica al sindaco luzzarese: «Sindaco del Pd emette un’ordinanza per “punire” la “violenza verbale, il rancore, la rabbia” (e già qui...), nel frattempo mi dà pubblicamente del “pagliaccio che punta all’infermità mentale” e del “coglione”. Ma secondo voi questi cos’hanno nel cervello? E, soprattutto, quanto volontariato dovrà fare questo poveretto in base alla sua stessa “ordinanza”?». Quanto a Costa, pur facendo il mea culpa e affermando di essersi auto-punito, non arretra di fronte allo scivolone, commentando a sua volta il post di Salvini. «Tra il dire pagliaccio e augurare la morte c’è molta differenza. Se dico che ho sbagliato lei mi aiuta a ripulire l’ambiente da tanti commenti di suoi follower che son sicuro un ministro disapprova?». E la guerra dei like in vista del voto continua a prendere quota. —



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