Reggio Emilia, lite con coltello e rogo alle ex Reggiane
Anno nuovo problemi vecchi: un inquilino abusivo ferisce un altro disperato poi incendia il proprio giaciglio
REGGIO EMILIA. Un diverbio, urla di aiuto, una persona ferita e l’aggressore in fuga, poi fermato dalla polizia vicino alla stazione. Un accoltellamento e un rogo doloso – sembra provocati da una lite su un allacciamento abusivo di energia elettrica – sono stati il risultato finale dell’ennesimo episodio di violenza alle ex Reggiane: l’ultimo di una lunga serie, il primo dell’anno appena apertosi.
L’aggressione risale a poco prima di mezzogiorno di lunedì 7 gennaio, quando alcuni stranieri che trovano rifugio nell’area degradata hanno allertato il 113 riferendo che un giovane era stato ferito con un coltello al culmine di una discussione e che si trovava a terra. Quando gli agenti della squadra volanti della questura sono arrivati sul posto, nel fabbricato in questione, che si affaccia verso via Adua alla destra del cancello principale cementato e accanto allo stabile ex “Piscine”, non c’era anima viva, mentre era in corso un incendio all’interno del capannone abbandonato.
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È intervenuta anche una squadra dei vigili del fuoco, che ha spento il principio d’incendio appiccato accanto a un termosifone divelto, a una brandina in ferro e ad altre suppellettili in legno.
Una situazione ad alto rischio, visto che i pompieri hanno portato via anche tre bombole di gas che sarebbero potute scoppiare data la vicinanza al fuoco. Messa in sicurezza l’area, i pompieri hanno svegliato due abusivi intenti a dormire nonostante l’orario in un anfratto del capannone, esortandoli ad allontanarsi in fretta. Gli uomini di via della Canalina, rimasti sul posto un’ora, hanno infine constatato l’origine dolosa del rogo, sviluppatosi in più punti e provocato senza dubbio dalla mano dell’uomo.
Raccogliendo le testimonianze degli occupanti delle ex Reggiane, la polizia è riuscita faticosamente a ricostruire l’antefatto. Secondo i presenti, a provocare il parapiglia sarebbe stato un nigeriano, di età dai 30 ai 35 anni, che già in passato si sarebbe dimostrato fonte di guai per i “vicini” a causa dell’abitudine di rubare e staccare gli allacciamenti abusivi che vengono utilizzati dai senzatetto per procurarsi l’energia elettrica, “succhiata” da un quadro del vicino cantiere.
Anche ieri il nigeriano avrebbe staccato un filo per collegare il suo. Quando il giovane rimasto senza luce lo ha avvicinato per chiedergli spiegazioni del dispetto, il nigeriano ha reagito in modo sproporzionato, dando in escandescenze e tirando fuori un coltello, col quale avrebbe colpito l’antagonista.
Dopo lo scontro, il nigeriano sarebbe tornato all’interno del capannone dando fuoco alle povere masserizie nella sua disponibilità, per poi scappare a piedi in direzione di piazzale Europa subito prima della mobilitazione dei poliziotti. Fin qui il racconto dei frequentatori della “terra di nessuno”: difatti gli uomini del dirigente Carlo Maria Basile non hanno trovato traccia del ferito.
Pare che al pronto soccorso non si sia presentato nessuno con ferite da arma da taglio: è probabile che l’aggredito, forse clandestino e con una lesione superficiale, abbia preferito non attirare su di sé l’attenzione delle forze dell’ordine, limitandosi ad allontanarsi.
Subito è scattata la caccia all’uomo e dopo pochi minuti i poliziotti hanno bloccato, in zona stazione, un nigeriano che potrebbe essere l’aggressore-piromane: il condizionale è d’obbligo poiché sono tuttora in corso accertamenti sul giovane, portato in questura per verificare se possa coincidere con il responsabile (e in tal caso quali reati possano essere eventualmente contestati) o se non sia piuttosto un clandestino scappato davanti agli agenti per altri motivi.
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