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Accoltellamento alle ex Reggiane, arrestato uno stupratore seriale latitante

Indagando sulla rissa scoppiata in un capannone delle ex Reggiane, la polizia di Reggio Emilia ha arrestato, a sorpresa, un pericoloso stupratore seriale. Si tratta de 30enne ghanese Ofori Bright


08 gennaio 2019


REGGIO EMILIA. Indagando sulla rissa scoppiata in un capannone delle ex Reggiane, la polizia di Reggio Emilia ha arrestato, a sorpresa, un pericoloso stupratore seriale. Si tratta de 30enne ghanese Ofori Bright, pluripregiudicato, con una lunga fedina penale tra cui spiccano anche tre episodi di violenza sessuale.

Il primo risale al 2004 quando il giovane, all'epoca minorenne, aggredì una ragazza in un parco di Reggio Emilia. La vittima evitò lo stupro grazie all'intervento del fidanzato (che fu minacciato da Bright con una pistola). Tre anni dopo, nel 2007, lo straniero sequestrò un'addetta alle pulizie nel sottopasso della stazione di Reggio Emilia, rinchiudendola in uno sgabuzzino e tentando di abusare di lei senza però riuscire a consumare un rapporto completo.

Per quell'episodio il ghanese è stato condannato nel 2009 a cinque anni (arrestato, è evaso dal carcere e poi è stato ripreso, scontando la pena fino al 2015). Poco prima, sempre nel 2009, il 30enne si è reso protagonista di un'altra pesante aggressione a sfondo sessuale in un parco di Casalecchio di Reno, dove aveva minacciato con un coltello un'altra donna, salvata da un passante.

Per questo reato il ghanese era ricercato da maggio del 2018, quando è arrivata la condanna definitiva. Ora è in carcere dove resterà per cinque anni. Bright è stato rintracciato grazie all'intervento della compagna, una 20enne Ivoriana incinta di quattro mesi che, su pressione degli agenti della squadra Volanti della questura, lo ha convinto a recarsi al pronto soccorso dell'ospedale di Reggio per medicarsi le ferite riportate nella rissa in cui era stato coinvolto nella mattinata.

In particolare il 30enne, che viveva da capodanno alle reggiane, si è scontrato con un nigeriano, responsabile del taglio dei cavi elettrici abusivi che servono la parte dell'area industriale dove è insediata la comunità ghanese. Dopo aver discusso con il nigeriano, Bright è stato colpito alla schiena con un oggetto affilato.

L'aggressore è o. g., 29 anni, che rintracciato dalla polizia è stato denunciato a piede libero per lesioni aggravate. Come spiega il dirigente della squadra Volanti, Carlo Maria Basile, «le indagini si presentavano assolutamente intricate e di difficile soluzione e ne siamo venuti a capo solo ed unicamente grazie ai servizi di identificazione disposti nei mesi scorsi dal questore, che ci hanno permesso di acquisire una buona conoscenza di tutti gli occupanti delle reggiane e in particolare della comunità ghanese».

Quanto ai due princìpi di incendio segnalati sempre capannone teatro della rissa, almeno uno ha riguardato gli effetti personali del nigeriano ed è riconducibile ad una «vendetta» della comunità ghanese.

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