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Anziana accusata dal vicino: «Ha rigato la mia macchina»

Tiziano Soresina
Anziana accusata dal vicino: «Ha rigato la mia macchina»

Campegine, al centro del procedimento la querelle per il parcheggio di un’auto che la pensionata ha sempre contestato al figlio 42enne di una vicina 

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CAMPEGINE. Sotto processo a 78 anni perché accusata di aver danneggiato l’auto del figlio di una vicina di casa: una riga netta sulla carrozzeria (lato guidatore), come sfregio, su una Ford Fiesta parcheggiata di fronte all’abitazione dell’anziana.. Vero o falso? Per il pm Giulia Stignani – che ha coordinato le indagini dei carabinieri – il fatto è provato ed aveva emesso un decreto penale di condanna a cui la 78enne si è opposta tramite l’avvocato difensore Giovanni Tarquini.

LA DEPOSIZIONE. Da qui il processo – in tribunale a Reggio Emilia – in cui ieri mattina è stato sentito il proprietario della macchina che il 20 ottobre di cinque anni fa fece denuncia, incolpando la pensionata del danneggiamento. In aula l’anziana non c’è, comunque rappresentata dal legale. Davanti al giudice Maria La Nave il danneggiato 42enne dice di non avere dubbi su chi è stato a rigare la sua auto in quel modo, con una chiave o un cacciavite: «Quel giorno alle 5.30 ho visto la donna di fianco alla mia macchina con qualcosa in mano. Poi mi sono accorto del danno, ma dovevo andare al lavoro e solo al rientro, a mezzogiorno le ho suonato al campanello. E non ho fatto in tempo a parlare che lei mi ha detto seccamente: “Io alla tua macchina non ho fatto niente”. Come faceva a sapere che volevo parlarle proprio di quello? Da tempo lei mi minacciava – conclude – dicendo che non potevo parcheggiare lì perché proprietà privata. Invece potevo tranquillamente farlo. Non sono stato risarcito del danno e la macchina l’ho fatta demolire». In precedenza – sempre in aula – è stato sentito il maresciallo dei carabinieri che si è occupato del caso.

«La 78ENNE NON C’ENTRA».Discussione e sentenza sono fissati per il 27 maggio, comunque a fine-udienza il difensore Tarquini replica con i cronisti: «Non c’è nessuna prova che sia stata la mia assistita – rimarca – e non è certo il tipo che fa cose simili. Va assolta».

 

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