Gazzetta di Reggio

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LA TRAGEDIA IN ALTO ADIGE 

L'addio a Emili Formisano: «Bimbi, abbiamo un angelo in più in cielo»

Ambra Prati
L'addio a Emili Formisano: «Bimbi, abbiamo un angelo in più in cielo»

Così il preside Bruno Scacchetti ha spiegato ai compagni di Emili Formisano la morte della bambina di otto anni

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REGGIO EMILIA. «Entrare in classe con il banco vuoto di Emili è stata dura. La preoccupazione ora è per chi resta». Valeria Riva è la maestra della terza classe della elementare “Ariosto” di Emili Formisano, la bimba di 8 anni morta al Corno del Renon, a Bolzano, dopo aver imboccato sullo slittino una pista nera da sci schiantandosi contro una barriera insieme alla mamma Renata Dyakowska – che lotta per la vita in un letto d’ospedale – mentre il papà Ciro, 43 anni, e il fratello Emanuele, 15 anni, le aspettavano a valle.

«Una bambina amica di tutti, con ottimi voti e una rete di relazioni. Riservata, ben educata, con un forte senso del dovere», così la maestra ha tratteggiato il carattere dell’alunna, ricordata dalla società di pattinaggio La Torre: «Per lei i pattini erano una passione, parlava spesso delle gare e delle sue medaglie».

Ieri, nella scuola di via Pasteur 17, che fa parte dell’istituto comprensivo Einstein, il ritorno sui banchi è stato all’insegna del lutto. Nella prima ora, ad accogliere i venti compagni di classe di Emili e i genitori sconvolti c’era il preside Bruno Scacchetti.

«Ai bimbi ho detto che abbiamo un angelo in più in cielo e tra qualche lacrima c’è stato chi ha sorriso – spiega il preside – Con i genitori ho concordato un incontro, con data da fissarsi, per il supporto psicologico e per pensare a un’iniziativa in ricordo di Emili. Ho inviato un telegramma di cordoglio alla famiglia, a nome dell’istituto».

All’interno dell’aula al primo piano una piantina portata dalla maestra e “La scatola del ricordo”, che i compagni riempiranno nei prossimi giorni. «Il banco di Emili rimarrà vuoto per l’intero anno scolastico e nelle prossime settimane l’attività didattica farà spazio al percorso di elaborazione del lutto», spiega ancora la maestra.

La “Ariosto” è una scuola piccola, con quattro classi uniche e un microcosmo in cui tutti si conoscono. Valeria Riva è stata l’insegnante anche del fratello di Emili, Emanuele, che ora frequenta le superiori. «Ho visto la mamma di Emily incinta, conosco i genitori, molto presenti nella quotidianità dei figli – prosegue la maestra – La mamma ogni mattina accompagnava un compagno di classe, aiutando un’altra mamma in difficoltà. Renata l’ho vista il 22 dicembre, alla festa di Natale: mi aveva detto che per le vacanze non sarebbero andati in Polonia come l’anno scorso, bensì in montagna, ospiti di suo fratello».

Per esprimere vicinanza a papà Ciro, operaio alla Dana Brevini, l’insegnante lo ha contattato: «È molto concentrato sulla moglie, lui ed Emanuele la vegliano giorno e notte». —


 

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