Chiedono offerte a nome di Auser ma sono truffatori
RUBIERA. Truffatori all’opera a Rubiera, “travestiti” da volontari dell’Auser e smascherati dal passaparola su internet. Nei giorni scorsi diversi cittadini hanno ricevuto chiamate telefoniche da persone che si presentavano come volontari della sezione locale dell’Auser, una delle realtà di volontariato più attive e presenti nel paese sulla via Emilia, impegnata in tanti progetti solidali, sanitari e culturali.
La richiesta era quella di denaro contante, da raccogliere per sostenere l’Auser. A chi accettava, il finto volontario dava un appuntamento di persona nei giorni seguenti, così da farsi consegnare direttamente la donazione. Alcuni cittadini, ben conoscendo gli esponenti locali di Auser, si sono insospettiti avvisando l’associazione e ottenendo conferma dei loro sospetti: non c’era alcuna campagna di raccolta fondi in corso.
La presidente Auser, Domenica Brevini (nella foto), ha quindi fatto un appello su Facebook, condiviso da decine di persone, fra cui il sindaco Cavallaro, per mettere in guardia contro questi tentativi truffaldini.
«Con dispiacere sono venuta a conoscenza che gente poco seria telefona a cittadini rubieresi spacciandosi per volontari di Auser, chiedendo offerte per Auser Rubiera – chiarisce Brevini –. Avviso tutti che Auser non ha mai chiesto soldi né per telefono né personalmente con i volontari».
«Perciò, se qualcuno ha ricevuto una telefonata con questa richiesta, siete pregati di non dare nessuna offerta e di avvisare il nostro ufficio, al numero 0522 629939», aggiunge la presidente Auser.
Il tam-tam digitale ha dato i suoi frutti. O direttamente da Facebook o tramite parenti e amici, i rubieresi contattati telefonicamente e convinti di effettuare una donazione pro-Auser hanno capito di essere rimasti vittime di una trappola e hanno evitato di dare il denaro. Diversi appuntamenti sono così saltati e difficilmente gli autori del giochetto proveranno a riproporlo a Rubiera. Il rischio di essere scoperti, adesso, è diventato alto.
Inganni simili non sono certo una novità: negli anni i casi si sono moltiplicati, e anche nella provincia reggiana non mancano gli episodi di questo tipo. Spesso vanno a colpire le fasce più deboli, anziani e persone fragili che – sentendo tirare in ballo realtà solidali a loro note – cascano nella trappola consegnando soldi o permettendo ai truffatori di entrare in casa, esponendosi quindi al rischio di furti. —
Adr.Ar.
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