Farouk Ramadan in pensione Soccorse Bossi in un comizio
Il medico siriano, 70 anni, è stato a lungo consigliere comunale della Lega e ministro del governo ombra della Padania. «Scriverò un libro sul mio Paese»
È andato in pensione Farouk Ramadan, uno dei medici più noti dello Scandianese. Il medico di origine siriana in passato si è occupato attivamente di politica locale, militando come esponente di spicco nella Lega Nord, fino a ricoprire il ruolo di ministro nel governo ombra della Padania, costituito da Bossi all’inizio degli anni Novanta. Raggiunti i 70 anni di età, ora lascia il testimone di medico di base alle nuove leve. «I primi tempi sono stati duri – racconta Farouk Ramadan – perché, visto che oltre all’italiano conoscevo l’inglese, il francese e l’arabo, dal Cup mi assegnavano tutti i casi particolari e le famiglie straniere che arrivavano a Scandiano».
laurea e due master
Oltre alla laurea in chirurgia, ha completato due master che possono essere paragonabili a un’altra laurea: uno all’Università di Pisa, in psichiatria, e l’altro all’Alma Mater di Bologna nella moderna specialità “E-Healt”, che consiste nel seguire un paziente a casa utilizzando delle apposite attrezzature elettroniche utili per verificare in ogni momento le condizioni generali e intervenire in caso di urgenza.
soccorso a bossi
Dal punto di vista politico-medico, fu famoso il suo intervento a Modena durante un comizio di Umberto Bossi al palasport negli anni Ottanta, quando il fondatore della Lega si sentì male e svenne sul palco. Ramadan era in prima fila, intervenne e, dopo una puntura e un massaggio cardiaco, Bossi si riprese.
«Dopo quella volta – racconta il medico – ci siamo sentiti tantissime volte e, quando nel 1998 ho deciso di abbandonare la politica attiva, mi chiese cosa poteva fare per impedirmi di lasciare. Io ormai avevo ritenuto conclusa la mia esperienza di consigliere comunale di opposizione a Scandiano. Un’esperienza politica fatta con passione dal 1985 al 1998, che mi ha portato a fare centinaia di segnalazioni e di iniziative in consiglio comunale». Oltre ad essere un medico di base, ha svolto per anni la professione di odontoiatra; una specializzazione che ha dovuto interrompere tre anni fa perché, a causa di un’ernia e cinque operazioni non riuscite, non riesce più a fare i movimenti necessari nella cura e nell’estrazione dei denti.
«E’ stato un vero e proprio calvario – racconta – una serie di operazioni non riuscite e un’infezione mi hanno costretto a un ricovero di oltre 40 giorni al Rizzoli di Bologna, dove mi hanno sistemato. Adesso che sono in pensione non mi dispiacerebbe riuscire a svolgere qualche consulenza come medico. Ora – conclude – ho il tempo di scrivere un libro sulla Siria, la mia patria di nascita. Un libro che racconta la storia del paese da Tamerlano fino all’attuale conflitto». —
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