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I Guatteri vendono scarpe da quattro generazioni

Da.Al.

Dopo 53 anni di attività, Pietro, titolare di “Piter Calzature” in via Reverberi lascia la gestione del negozio al figli: «Ora bisogna fare spazio ai giovani»

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Montecchio. Pietro Guatteri cede l’attività ai figli dopo decenni di lavoro nel negozio Piter Calzature, in via Reverberi. Per l’uccasione, il negozio vende «tutto a metà prezzo», come recitano i manifesti esposti in vetrina. La sua famiglia commercia calzature da quattro generazioni ed è un punto di riferimento in Val d' Enza. Pietro Guatteri, per tutti i clienti “Piter”, è un personaggio molto conosciuto grazie anche al suo carattere solare e disponibile. Di recente Pietro ha deciso di cedere l’attività di famiglia (che ha mandato avanti assieme alla sorella) a suo figlio.

una lunga storia

Ma la storia della famiglia Guatteri è lunga. Tutto ha iniziato nel Dopoguerra, quando a vendere scarpe erano le sorelle Camilla e Annetta. Nel corso degli anni il negozio è stato gestito da quattro generazioni di commercianti, che hanno saputo tramandare l’arte di vendere. Dopo le sorelle Camilla e Annetta, l’attività è passa al nipote Edmondo, conosciuto a Montecchio come "Mondo". Pietro Guatteri parla con orgoglio della sua famiglia: «A lui – racconta parlando del padre – venne l’idea di far rinascere il negozio come “Scarperia Contrada Grande”, tra piazza della Repubblica e Contrada Grande nel cuore di Montecchio». Gli anni passano e il mestiere di famiglia si tramanda fino ad arrivare ai giorni d’oggi, con la gestione dei fratelli Leandra e “Piter”, che riescono a entrare in sintonia con i clienti.

«Per noi – spiegano – chi entra in negozio non è solo un cliente, ma una persona con la quale scambiare due chiacchiere in allegria. Questo modo di fare è diventato abituale, tanto che alcuni sono diventati clienti fissi e amici».

arriva il figLio

Dopo 53 anni, la decsione di passare il testimone al figlio di Pietro. «È arrivato il momento di fare spazio ai giovani – spiega “Piter” –. C'è bisogno di rinnovarsi; io ho già dato. Credo che sia giunta l’ora di affidare al più giovane l’attività, dopo tanto tempo trascorso in negozio. Anche perché mio padre mi ha fatto iniziare quando avevo 16 anni; sono cresciuto qui e questo mestiere mi ha dato molto. Oggi lascio a mia sorella e a mio figlio il compito di proseguire questa storia». —

Da.Al.

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