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Per beatificare Tilde Manzotti manca soltanto un miracolo

Luciano Salsi
Per beatificare Tilde Manzotti manca soltanto un miracolo

Il gruppo “Amici di Tilde” da otto anni si riunisce per pregare in favore della causa «Ogni anno ci ritroviamo a Reggio da tutto il mondo per celebrare una messa»

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Manca soltanto il miracolo affinché a una donna reggiana, la seconda nella storia, sia riconosciuto il titolo di beata, appena un gradino al di sotto della santità. Tilde Manzotti, nata a Reggio il 28 maggio 1915, morì 24enne il 20 giugno 1939 in provincia di Firenze. Il valore della sua spiritualità è dimostrato dall’epistolario, curato da Antonio Lupi e pubblicato nel 2014 da Città Ideale con il titolo “Amare infinitamente”, nel quale la giovane esprimeva la volontà di dedicare a Dio e al prossimo la sofferenza provocata dalla tubercolosi che l’affliggeva dall’età di quindici anni.

La causa

La causa della sua beatificazione è stata promossa 20 anni fa dalla diocesi di Fiesole, nel cui territorio era vissuta negli ultimi mesi, e poi dall’ordine domenicano, al quale apparteneva come terziaria. A maggio la Congregazione dei Santi ne ha riconosciuto la validità. Questo passo avanti, non ancora decisivo, ha suscitato la gioia e la soddisfazione del gruppo di preghiera “Amici di Tilde” che la reggiana Fabiana Guerra, laica consacrata dell’Ordo Virginum (ordine delle vergini), ha formato otto anni fa con il sostegno del vescovo Adriano Caprioli, a cui Massimo Camisasca si è aggiunto con entusiasmo.

IL GRUPPO

«Il gruppo di preghiera – riferisce Fabiana Guerra – comprende tante persone in Italia e all’estero. Ce ne sono quattro anche in Brasile. Ci teniamo in contatto via mail. Ogni anno ci riuniamo a Reggio per la celebrazione di una messa fra maggio e giugno, in prossimità dell’anniversario della nascita di Tilde. Camisasca ha promesso che la officerà quest’anno. Inoltre ci sono 13 sacerdoti, nella nostra e in altre diocesi, che ogni mese celebrano una messa. Non possiamo prevedere l’esito e i tempi del processo di beatificazione. In attesa del miracolo Tilde può essere proclamata venerabile. Per ora possiamo dimostrare che ha profuso delle grazie. Una donna, madre di quattro figli, voleva abortire. In virtù delle nostre preghiere cambiò idea. Poi, però, ebbe un aborto spontaneo. Questo fatto commosse un’altra donna, che si sentiva in colpa per avere abortito. La convincemmo a confessarsi e a riconciliarsi con Dio. Un’altra grazia, Tilde l’ha concessa alla figlia di una donna del nostro gruppo, guarita da una grave malattia virale».

il ritratto

Tilde Manzotti univa il fervore religioso all'intelligenza. Nonostante la malattia, si diplomò a 17 anni all'istituto magistrale. Frequentò poi a Torino la facoltà di Magistero e si iscrisse alla Fuci, la federazione degli universitari cattolici. Divenuta terziaria, incontrò il frate domenicano Antonio Lupi nella stazione climatica di Covigliaio, sull’Appennino fiorentino, dove si era recata per curarsi. Negli ultimi mesi di vita fu confortata dall'incontro con padre Stefano Lenzetti del convento fiesolano di San Domenico. Nello scorso mese di maggio il suo anniversario è stato celebrato con una messa officiata nella chiesa reggiana di Sant’Agostino dal parroco Guido Mortari e da don Daniele Casini, in presenza anche di alcuni familiari. La prima beata reggiana fu Giovanna Scopelli, vissuta nella nostra città fra il 1428 e il 1491. Fondò il monastero carmelitano di Santa Maria del Popolo, detto delle Bianche. Fu proclamata beata nel 1771 da papa Clemente XIV. Le è dedicato un altare nel Duomo. Nel suo nome si formò nel 2017 il comitato che contestava il gaypride organizzato a Reggio. —



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