Gazzetta di Reggio

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Montecchio 

È morto il carabiniere Panaccione Combattè nella Seconda Guerra

L.V.

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MONTECCHIO. A funerali avvenuti – come aveva personalmente chiesto – è stata annunciata ieri la morte di Eugenio Panaccione, ex carabiniere di 95 anni, combattente nella Seconda Guerra Mondiale.

Una figura nota ai montecchiesi che lo vedevano ogni giorno camminare, appoggiato a un bastone, lungo le strade del centro o sostare al bar Marabù dove contava tanti amici.

In paese molti gli erano vicini per il modo sorridente e pacato che aveva nel confrontarsi con tutti e per il sereno dialogare.

Lascia due figli, Rosanna e Giorgio, mentre la moglie Wilma (Dilma) Schianchi, è da tempo ospite nella locale casa di riposo.

Eugenio Panaccione era originario di Cassino, luogo nel quale aveva perso il padre, Domenico, a seguito di un bombardamento dell’ultimo conflitto mondiale, perché aveva cercato di salvare i propri cari facendo scudo con il proprio corpo. Un sacrificio che il figlio non potè mai cancellare dalla propria memoria.

Eugenio Panaccione dalla famiglia aveva ricevuto anche le regole di un corretto stile di vita, che lo ha sempre contraddistinto e che lo portarono tra le altre cose ad indossare, a poco più di vent’anni, la divisa di carabiniere.

A Moncalieri aveva svolto il primo corso formativo, poi aveva preso servizio a Rio Maggiore e vissuto in diversi paesi del parmense, arrivando a Langhirano, dove aveva conosciuto la ragazza destinata a diventare sua moglie Wilma Schianchi, da tutti conosciuta come Dilma.

In seguito aveva operato nello Spezzino, dove però è avvenuto lo scioglimento della Compagnia dei Carristi di cui faceva parte. «Della guerra – racconta la figlia – non amava tanto parlare».

A quel punto decise allora di tornare in Emilia sostando a Cavriago, prima di approdare, nei primi anni Sessanta, proprio a Montecchio dove ha vissuto tutto il resto della sua vita.

Nel suo palmares figurano varie decorazioni al merito ed almeno un paio di medaglie al valore. Dunque, un simbolo per la stessa Associazione nazionale dei carabinieri di cui ha fatto parte sino all’ultimo giorno di vita.

Con l’avanzare dell’età erano affiorati i primi malanni e da una decina d’anni era in dialisi. A metà della scorsa settimana l’acuirsi dei disturbi lo hanno costretto al ricovero nell’ospedale Franchini dove, in silenzio e senza segni di sofferenza, si è serenamente spento. Ora, riposa nel cimitero locale. —

L.V.

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