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incontro con andrea costa 

«Ministro, preoccupati del clima politico che c’è nel Paese»

«Ministro, preoccupati del clima politico che c’è nel Paese»

A tu per tu con l’anticattivista luzzarese sotto Giano Bifronte La videointervista-confessione è sulla Gazzetta online

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reggio emilia. Ecco Andrea Costa, puntuale alle 16 sotto la statua di Giano Bifronte, all’incrocio di via Vicedomini con corso Garibaldi, Reggio Emilia. Ma non perché la nostra rubrica satirica La Sarabìga gli aveva comminato la sanzione di meditare davanti alla scultura per il suo comportamento contraddittorio. Predica bene e digita male...

La storia è arcinota e sta facendo il giro d’Italia. Il 4 gennaio il sindaco di Luzzara e segretario provinciale del Pd ha emanato un’ordinanza anti-cattiveria (quella che a fiumi scorre sul web)... Ma poi leghisti e pentastellati lo hanno colto in castagna perché, Costa, negli ultimi giorni dell’anno scorso aveva sparato grosso contro Salvini, Di Maio e Conte, via Twitter.

Ma Costa, pur avendo riconosciuto che anche lui si stava ammalando di “scontrosità”, non fa marcia indietro. Ieri si è presentato all’appuntamento con il direttore del nostro giornale, Stefano Scansani, per una video-intervista che pubblichiamo sulla Gazzetta online.

Il sindaco anti-cattivista si è presentato con un fascio di fogli sottobraccio per documentare quanti e quali messaggi gli sono stati recapitati per incoraggiarlo a continuare, per solidarizzare, per continuare nell’azione.

Un segnale diretto al ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Dovrebbe preoccuparsi dell’aria che respiriamo in questo Paese. Non possiamo continuare a stimolare le opposte tifoserie. Finché ci parliamo da curve opposte non costruiremo mai niente di buono. Ci sono dei motivi legittimi di rabbia e di frustrazione che io comprendo, figuratevi se io non li tocco con mano quotidianamente nella mia esperienza in trincea... Ma è il tipo di sfogo che può fare la differenza in positivo o in negativo».

E Costa che cos’ha da dire al Giano Bifronte che lo osserva? Risposta: «Che uno sono, molto coerente. E sono una persona che sbaglia e quando qualcuno glielo fa notare riesce a trovare l’occasione per il riscatto. Non è che un sindaco al semaforo passa col rosso, poi deve togliere il semaforo per coerenza. No, prende la multa come tutti gli altri, perché non è al di sopra della legge». —

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