Picchiano una guardia giurata alla Gls Rapinati l’incasso e la pistola di servizio
Due banditi fuggono su un’auto rubata con un bottino di 20mila euro, i contanti giornalieri del corriere espresso
REGGIO EMILIA. «Hanno rapinato la guardia giurata che ogni sera ha il compito di versare in banca il nostro incasso quotidiano. Noi eravamo chiusi all’interno e non ci siamo accorti di nulla».
Così Tiziano Mussini, responsabile della GLS Corriere Espresso di Reggio Emilia, con sede in via Vasco Agosti 3, a pochi metri dalle ex Reggiane, ha commentato la rapina avvenuta lunedì scorso.
I banditi ben informati – due in azione, ma è probabile che ad attenderli con il motore acceso ci fosse un “palo” guidatore – hanno atteso che il vigilantes con una busta sigillata, contenente circa 20mila euro, salisse in auto per tendergli un agguato, picchiarlo al volto, impadronirsi dei soldi e farsi consegnare anche l’arma in dotazione, per poi sparire su un’utilitaria che “scottava”, abbandonata al Campovolo dove è stata cambiata con una vettura “pulita”.
IL COLPO
I fatti risalgono alla prima serata, quando un addetto del Corpo Guardie Giurate (con sede in via Brodolini) come d’abitudine si è recato in via Agosti per ritirare il plico contenente le chiusure contabili della giornata del corriere espresso. Il vigilantes, sui 40 anni, era da solo: ha eseguito la rapida operazione di prelievo, si è diretto verso il mezzo d’ordinanza parcheggiato all’esterno del cortile GLS ed è salito nell’abitacolo.
È a questo punto che due individui, vestiti di scuro e con il volto coperto, hanno aperto simultaneamente le portiere ai due lati, puntandogli un’arma al petto: si presume una pistola, ma su questo aspetto la vittima – sotto shock – non ha saputo essere più precisa. Il bandito dal lato del guidatore ha colpito il vigilantes al volto, mentre il complice ha arraffato la busta sigillata appoggiata sul lato del passeggero.
Prima di sparire, i banditi hanno intimato alla guardia giurata di dare loro la pistola d’ordinanza, per neutralizzare un’eventuale reazione e assicurarsi una fuga senza intralci: una sola frase pronunciata in italiano, ma è possibile, secondo la guardia giurata, che i responsabili fossero stranieri. Il malcapitato ha sfilato la pistola dalla fondina e l’ha consegnata, per ritrovarsi all’improvviso di nuovo solo.
Un’azione fulminea, durata in totale 40 secondi, come ha mostrato in seguito il filmato delle telecamere della ditta puntate sul parcheggio. Un blitz studiato nei minimi particolari ed eseguito facendo leva sull’effetto sorpresa. Con il malloppo in mano, i due malviventi sono saliti su una Panda di colore bianco, sgommando via. La telefonata al 113, eseguita dal vigilantes è arrivata al centralino della questura alle 20.30, in modo tempestivo.
Una pattuglia della Squadra Volanti, che si trovava nei paraggi, è accorsa sul posto, mettendosi subito alla ricerca dell’utilitaria. Dopo pochi minuti la Panda è stata trovata abbandonata al Campovolo, a pochi metri di distanza: la macchina è risultata rubata di recente in provincia di Modena. Sulla vicenda indaga la Squadra Mobile, che dovrà risentire in modo più approfondito la vittima della rapina, ascoltata nell’immediatezza del fatto.
Nel frattempo sono stati acquisiti e visionati i filmati delle telecamere del GLS.
MISURE DI SICUREZZA
«Era buio e dal filmato si vede poco, a parte il colpo in viso al vigilantes: una sberla o un pugno», ha affermato Mussini. Il responsabile aziendale non si capacita di non essersi reso conto dell’agguato.
«A quell’ora siamo chiusi al pubblico, terminiamo alle 18.30, ma restiamo all’interno: lo smistamento dei pacchi è un lavoro serale, si finisce verso le 22-22.30 e durante la rapina eravamo tutti dentro, senza sentire rumori anomali».
Secondo Mussini i rapinatori parrebbero professionisti, forse pendolari, senza dubbio ben informati: «Non è stata un’azione improvvisata: ci hanno tenuto d’occhio, sapevano che ogni sera viene un portavalori, a volte sono in due ma più spesso uno solo. Non la stessa guardia giurata, ma una persona diversa a seconda dei turni. Usiamo questo metodo da anni. Certo che ora siamo stati costretti ad innalzare la sicurezza, rinforzando gli addetti al prelievo a tre persone, in attesa di allestire un versamento automatico». —
Ambra Prati
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