Tafferugli per Salvini: «Spinte le transenne contro la polizia, ma non da De Pieri defilato nel corteo»
Scontri del 25 aprile 2014: sentiti diversi manifestanti Sul secondo imputato (Cavatorti) solo pochi accenni
REGGIO EMILIA. Che non sia un processo come gli altri lo si capisce già un’ora prima dell’inizio: aula blindatissima, poliziotti e carabinieri che scrutano con attenzione le mosse della dozzina di giovani “antagonisti” che stazionano nel corridoio in attesa. Un filo di tensione c’è, perché si torna a parlare – in udienza – dei tafferugli del 25 aprile 2014, scoppiati in occasione del comizio del segretario nazionale leghista Matteo Salvini. Tre poliziotti vennero feriti (uno subì la frattura di una gamba) nello scontro con gli “antagonisti” e questo pesa negli sguardi anche a distanza di anni.
DUE ORE INTENSE. Per questa vicenda 14 persone (attivisti di Aq16) hanno già subìto condanne lievi ed ora attendono l’Appello, mentre ora tocca a chi nel 2015 era stato rinviato a giudizio, cioè il reggiano 30enne Mattia Cavatorti dei Carc e il bolognese 44enne Giovanni Marco De Pieri (leader del Tpo). Assenti in aula gli imputati. I tre agenti feriti non si costituiscono parte civile, ma è significativa la presenza di Lucio Di Cicco, dirigente della Digos. Il pm Maria Rita Pantani – titolare dell’inchiesta – accusa Cavatorti e De Pieri di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. E nelle due intensissime ore dell’udienza – sei i testimoni sentiti – sono usciti non pochi particolari. Il corteo non era autorizzato ad arrivare sino a piazza Del Monte dove, all’Hotel Posta era in corso il comizio di Salvini. E i tafferugli sono nati proprio quando i manifestanti hanno forzato il blocco di polizia. «Ero in terza fila, comunque ho visto spingere le transenne contro gli agenti – ricorda la 31enne Cecilia Muraro, legata al Cto – per avanzare».
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I DUE IMPUTATI NEL CORTEO. E i due imputati? Più di un teste pone De Pieri (difeso dal legale Elia De Caro) nel corteo in una posizione marginale. Lo indica «in movimento fra la seconda e quarta fila, per poi defilarsi del tutto» il videomaker Franco Cova (consulente tecnico della difesa) facendo riferimento al filmato della Scientifica, aggiungendo che a Bologna lo conosce («Bevo i succhi di frutta nel suo negozio») e nel video ha riconosciuto la sua voce che dice «Via, via, via» quando c’è il contatto con la polizia. Affermazione contestata dal pm: «Non è stata fatta una consulenza fonica». Dello stesso avviso anche Federica Zambelli («Io stavo di lato nelle prime file e De Pieri non era vicino a me») e Silvio Rosati («Mi trovavo sul lato sinistro fra la prima e la seconda fila, mai visto De Pieri davanti»). Sulla collocazione di Cavatorti ne parla solo la Zambelli, guardando un video: «È quello con la maglietta bianca, lo zaino e una bandiera del Carc. Era vicino a me». Si vede poi la bandiera che si abbassa. Agitazione, fumogeni, aste di bandiere brandite e che colpiscono i caschi della polizia: il pm Pantani ne chiede conto, ma dai testimoni pochi e vaghi accenni. Risposte accolte con disappunto dall’accusa. —
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