Tragedia a Poviglio, volontario muore per le ustioni 21 giorni dopo il rogo
Il 65enne Renzo Ardiani è morto ieri al Centro grandi ustionati. Era rimasto intrappolato tra le fiamme nella sua casa
REGGIO EMILIA. È morto ieri al centro Grandi Ustionati di Parma, Renzo Ardiani. Da 21 giorni il pensionato di 65 anni era ricoverato per le gravi ustioni riportate nell’incendio della sua abitazione in via Bertona 77, il 18 dicembre scorso. Il pensionato era una figura storica del volontariato locale, tra i fondatori della Croce Azzurra di Poviglio. La notizia della sua morte si è rapidamente diffusa in paese, lasciando tutti sgomenti. Da settimane i colleghi e amici dell’Azzurra erano in apprensione per lui.
Ardiani era apparso fin da subito molto grave. Era stato trasportato in ambulanza, proprio dai volontari della Croce Azzurra, al Maggiore dove, dopo una prima valutazione al centro Grandi Ustionati, era stato ricoverato nel reparto di Rianimazione con importanti sintomi da intossicazione.
Poi era stato quasi subito trasferito nuovamente al Grandi Ustionati, dove è rimasto in condizioni molto gravi e sempre in prognosi riservata; fino a ieri, quando, intorno alle 12.45, dopo 21 giorni, alla fine, il suo corpo, duramente provato, non ha più retto.
Il 65enne, che viveva solo dopo la morte della madre, era disabile e costretto da sempre sulla carrozzina. Una condizione che non gli aveva impedito di lavorare né di dedicarsi agli altri con la sua attività di volontario.
«Personalmente lo conoscevo dal mio arrivo in Croce Azzurra – dice la presidente Paola Benassi – Era un volontario storico, con la mansione di centralinista. Proprio l’anno scorso ha ricevuto il nostro premio a riconoscimento dei numerosi anni di attività per l’associazione. Siamo tutti scossi per questa notizia. In queste settimane abbiamo fatto il possibile per capire quali fossero le sue condizioni, desiderosi che finalmente ci fossero dei miglioramenti. E invece...».
A tirarlo fuori dall’inferno che si era scatenato intorno alle 19 nel casolare di campagna dove viveva erano stati, il 18 dicembre scorso, i vigili del fuoco, allertati da un vicino di casa del pensionato, un uomo di origini indiane, che si era accorto del fuoco che divampava all’interno dell’abitazione.
Per spegnere l’incendio gli uomini del 115 erano arrivati in via Bertona con diverse squadre, da Guastalla e de Sant’Ilario, con il supporto dei mezzi della centrale di Reggio Emilia. Con non poche difficoltà l’uomo era stato sottratto dalla furia distruttrice delle fiamme e consegnato ai sanitari. Poi il lavoro dei vigili del fuoco era proseguito per ore per domare l’incendio.
La casa era stata dichiarata inagibile e, in seguito, con l’avvallo della Procura reggiana, che fin da subito ha aperto un fascicolo sull’accaduto, era stato sequestrato l’impianto di riscaldamento che funzionava a gpl. La salma ora è a disposizione della magistratura.
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