Don Margini, via al processo per l’attesa beatificazione
La decisione del vescovo ufficializzata martedì davanti a un migliaio di persone Il sacerdote, morto l’8 gennaio 1990, fondò il movimento Familiaris Consortio
I tempi della Chiesa sono secolari e pochissimi, tra i suoi figli migliori, hanno in sorte l'acclamazione “santo subito!” che toccò a Karol Wojtyla al momento del decesso. Perciò non sono molti, stando ai precedenti, i ventinove anni trascorsi dalla morte di Pietro Margini, di cui il vescovo Massimo Camisasca ha annunciato martedì scorso a Sant'Ilario d'Enza l’avvio del processo di canonizzazione, suscitando l'entusiasmo della comunità parrocchiale (un migliaio di persone) riunita per ricordare l’amatissimo parroco nell'anniversario della scomparsa, avvenuta l’8 gennaio 1990. È toccato al cancelliere vescovile dare lettura dell’editto con cui Camisasca ufficializza la sua decisione, avallata dal parere favorevole dei vescovi dell'Emilia-Romagna e dal nulla-osta della Congregazione delle cause dei santi, che agisce in Vaticano come un tribunale per giudicare la fondatezza delle proposte prima che il Papa dica l'ultima parola.
INIZIO DEL PROCESSO
L’editto, con il quale il vescovo dà inizio al “processo canonico circa la vita, le virtù e la fama di santità in specie e i fatti straordinari in genere” di monsignor Margini, sarà affisso per due mesi all'albo della Curia vescovile e sulle porte di tutte le chiese parrocchiali della diocesi. La sua emanazione era stata sollecitata dal movimento Familiaris Consortio fondato dal sacerdote, che Camisasca aveva autorizzato un anno e mezzo fa a costituirsi come “attore” della causa di canonizzazione. Il tempo che occorrerà è incerto, ma si può prevedere che Margini salirà sull’altare in un primo momento come beato, un gradino al di sotto della piena santità. Certamente la sua notorietà è molto superiore a quella della reggiana Tilde Manzotti, la terziaria domenicana morta a 24 anni, di cui sta per concludersi il processo di beatificazione incominciato più di vent'anni fa.
L’AMMIRAZIONE
A Sant'Ilario don Margini fu ammirato e osannato dalla comunità dei “correggesi” ligi al suo insegnamento rigoroso, guardato con sospetto dai cattolici progressisti e osteggiato dalla sinistra di impronta laicista, che lo accusava di integralismo religioso e intolleranza puritana. In paese fiorivano dicerie malevole sugli usi e costumi dei suoi seguaci, che però hanno conquistato uno spazio crescente nella chiesa reggiana grazie all’attivismo e alle molte vocazioni di giovani preti e diaconi.
LE ORIGINI
Pietro Margini era nato a Sant'Ilario il 5 gennaio 1917 da una famiglia molto povera. Fu ordinato sacerdote nel 1940 dal vescovo Edoardo Brettoni e fu subito nominato coadiutore nella parrocchia di San Quirino a Correggio. Incaricato di insegnare la religione nelle scuole medie e superiori di Correggio, manifestò una forte attitudine a educare e formare i giovani e divenne perciò assistente dei gruppi giovanili di Azione cattolica. Nel 1957 diede vita a una prima piccola comunità intitolata a “Santa Maria dell'Annunciazione” formata da coppie di fidanzati correggesi che si impegnavano ad una vita matrimoniale conforme alla morale cattolica. Nel 1960 fu nominato parroco del suo paese natale e uno dopo l'altro molti suoi fedeli correggesi lo seguirono a Sant’Ilario, formando la comunità di laici che prese il nome di Familiaris Consortio e arrivò a comprendere un centinaio di famiglie consacrate. Il rapporto con l'autorità diocesana non è stato sempre idilliaco. Nel 2010 lo statuto della comunità fu approvato con una richiesta di revisione da parte del vescovo Caprioli. Nel 2013 il parroco Romano Vescovi, che non era in piena sintonia con i “correggesi”, fu trasferito, lasciando al successore Fernando Borciani il compito di ricucire i rapporti all'interno della parrocchia. Intanto la Familiaris Consortio potenziava le sue scuole, aggiungendo all'elementare e alla media privata un liceo scientifico paritario. Inoltre si espandeva a Reggio nella zona di Ospizio, a Casalgrande e a San Martino in Rio, nelle cui unità pastorali erano stati nominati sacerdoti santilariesi. Il processo di canonizzazione di monsignor Margini non può che aumentarne il prestigio e l'influenza. —
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