Minacce di morte e violenze contro l'ex moglie, scatta l'allontanamento
Casina, il provvedimento restrittivo eseguito dai carabinieri, ha colpito un 36enne con problemi di alcolismo. Per tre mesi ha perseguitato la donna, 40 anni, arrivando ad abbattere la recinzione della una ex casa con la macchina
CASINA. L'alcol l'ha trasformato in un incubio per sua moglie che alla fine se n'è dovuta andare via di casa. L’uomo, 36 anni, residente sull'Appenino reggiano, si è reso responsabile di una serie di condotte persecutorie per le quali, al termine delle indagini, i carabinieri della stazione di Casina l’hanno denunciato alla Procura di Reggio Emilia che ha chiesto e ottenuto dal Gip l’applicazione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa e del divieto di avvicinamento all’abitazione e da qualunque altro luogo frequentato dall'ex moglie. All'uomo è anche stato prescritto di mantenere una distanza di almeno 1.000 metri da casa e gli è stato vietato di comunicare con la donna attraverso qualsiasi mezzo.
Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Casina. Pesanti come un macigno le accuse mosse all'uomo che deve rispondere di maltrattamenti in famiglia per una lunga serie di aggressioni, violenze fisiche e psicologiche, umiliazioni, portate alla moglie, una donna di 40 anni, tra agosto e ottobre del 2018. Il 36enne, senza alcun apparente motivo, è arrivato a minacciare di morte la donna, sferrando uno colpo di coltello contro l'auto all'interno della quale la donna si era rifugiata. Inoltre si è armato di una tegola, trovata lì vicino, e ha minacciato di scaglirla contro il parabrezza se solo la donna avesse provato ad allontanarsi.
Il culmine è stato toccato quando il 36enne, furioso, ha usato la sua macchina come ariete e ha sfondato la recinzione dell’abitazione per entrare nella casa dove la moglie si era barricata, terrorizzata. Nell'ottobre 2018, dopo la fine della convivenza, sono iniziati gli atti persecutori (che hanno portato alla contestazione del reato): invio di messaggi WhatsApp dal contenuto offensivo e minaccioso; ronde davanti all'abitazione della donna tanto da costringerla a cambiare abitudini di vita e a doversi fare accompagnare dalle amiche negli spostamenti; la necessità di cambiare compagnia telefonica.
Il calvario della donna è stato taccolto in una dettagliata denuncia dai carabinieri di Casina che hanno svolto gli accertamenti coordinati dal magistrato della Procura reggiana.
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