Per Coop Alleanza 700 esuberi ma si punta alle ricollocazioni
Presentati i numeri: si tratta di lavoratori delle sedi di Reggio, Modena e Bologna. L’azienda: «Effetto fisiologico della fusione». Numeri alti: i sindacati in allerta
REGGIO EMILIA. Settecento persone in più rispetto a quanto necessario. È questo il conto degli esuberi in Coop Alleanza 3.0, il colosso dei supermercati che conta 22mila dipendenti in tutto. Quei 700 esuberi - figure medie e apicali, concentrati nelle sedi - restano per ora sulla carta, presentati ieri ai sindacati dall’azienda dei supermercati che due mesi fa ha ceduto il 100% delle quote della società Carburanti 3.0 dopo aver chiuso il consolidato 2017 con una perdita da 49 milioni di euro.
La partita occupazionale è infatti un’altra gamba del processo di riorganizzazione che sta rimettendo mano alla complessa galassia delle cooperazione rossa. Gli esuberi presentati ieri dovrebbero essere “trasformati” in ricollocazioni - ma non sono escluse altre formule come gli esodi incentivati o trasferimenti - preparando così un atterraggio più soffice al taglio annunciato. Una limatura in forza della fusione dei supermercati Coop controllati dalle sedi di Reggio, Modena e Bologna, che insieme hanno creato il colosso da 4 miliardi di ricavi, 2,3 milioni di soci e quasi 400 punti vendita sparsi in 9 regioni.
Ieri Alleanza 3.0 ha illustrato ai rappresentanti sindacali il nuovo modello organizzativo che avrà effetto sui lavoratori in capo alle tre sedi direzionali – compresa quindi Reggio Emilia – ma che punta «ad aumentarne l’efficienza e l’efficacia con una revisione delle strutture centrali, l’eliminazione di ridondanze di ruoli o attività, e la semplificazione dei processi», viene riportato nel comunicato della cooperativa.
I numeri, secondo i sindacati, sono certamente alti. Non è mancata una nota di stupore da parte delle sigle: «È chiaro che il piano ci preoccupi – dice Luca Chierici della Filcams di Reggio – ma parliamo per ora di numeri su scala nazionale. L’azienda è disponibile a valutare percorsi alternativi evitando traumi». Del resto la fusione di Coop Nordest, Coop Adriatica e Coop Estense aveva anche l’obiettivo di rendere più efficiente la coop di consumatori. «Si tratta di un intervento fisiologico dopo una fusione, avviato solo oggi proprio per la volontà di vagliare tutte le migliori soluzioni, con la massima attenzione alle persone», scrive la Coop.
Nelle prossime settimane ci sarà «un confronto continuo» con dipendenti e sindacati «per raggiungere l’obiettivo comune di tutelare le persone, mettendo in atto tutte le misure possibili per gestire la ricollocazione di circa 700 lavoratori della sede e azzerare gli impatti occupazionali, nell’arco di un biennio».
Il piano dovrà essere concertato: è stato già fissato il prossimo incontro con le organizzazioni sindacali, previsto per il 5 febbraio. —
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