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Si infiamma la polemica fra Dem e centrodestra sulle azioni intraprese

Am.P.

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REGGIO EMILIA. «Le ex Reggiane, ancora una volta, si confermano come un covo di clandestini con precedenti dove nulla è cambiato, nonostante il sindaco sostenga che la situazione sia migliorata». Matteo Melato, responsabile sicurezza ed immigrazione della Lega di Reggio Emilia, ha commentato così il tema scottante delle ex Officine, commento al quale ha fatto seguito anche quello di Benedetta Fiorini, parlamentare e vicecommissario di Forza Italia in Emilia-Romagna.

La forzista, nel rivolgere «un plauso alle forze dell’ordine per aver arrestato uno stupratore seriale ghanese alle ex Reggiane», ha dichiarato che «non si può non sottolineare come il sindaco sia colpevole di aver trascurato la richiesta di maggiore sicurezza dei cittadini».

Tempo fa, prosegue la Fiorini, «avevo inviato una lettera al sindaco chiedendo che organizzasse un confronto pubblico sulla sicurezza. Dobbiamo farci interpreti delle istanze dei cittadini, non tradirle come certi sindaci che prima promettono di ripulire la zona degradata e abbandonata dei capannoni ma poi se ne dimenticano, lasciandola alla mercé dei delinquenti».

Accuse che sono state rimandate al mittente dai parlamentari reggiani del Pd: Graziano Delrio, Antonella Incerti, Andrea Rossi e Vanna Iori. «L’area nord delle Officine Reggiane così come il quartiere di Santa Croce – hanno affermato in una nota congiunta – è un area dall’importante valore simbolico dal punto di vista culturale, sociale ed economico per la città di Reggio Emilia ed è collegata a un processo di riqualificazione e di riconsegna dei diversi ambiti di architettura industriale a nuove forme e spazi culturali. L’amministrazione comunale è forza promotrice di questi cambiamenti e da diversi anni è impegnata per il miglioramento di tutto il quartiere».

Tuttavia, concludono i quattro Dem, «il centrodestra reggiano continua pedissequamente a utilizzare come unico argomento sul futuro della città la strategia della paura e dell’insicurezza. E si dimentica di aver approvato un decreto che produrrà anche sul nostro territorio sempre più persone invisibili, estranee a qualsiasi percorso d’integrazione e porterà possibili situazioni di tensioni sociali, figlie dell’assenza di politiche reali d’integrazione». —

Am.P.

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