Atti persecutori all’ex ma lui replica dal gip «Non vedo le mie figlie»
REGGIO EMILIA. Una separazione a dir poco conflittuale e il pm Valentina Salvi ha chiesto ed ottenuto dal gip Dario De Luca il divieto di avvicinamento all’ex moglie da parte di un quarantenne.
LA DENUNCIA
A monte la denuncia della donna perché si è sentita perseguitata da telefonate e blitz dell’ex marito (se l’era ritrovato davanti sia nei pressi della casa coniugale, sia nella scuola frequentata dalle due figlie). Ieri mattina – in tribunale – l’indagato ha affrontato l’interrogatorio di garanzia.
L’ex marito si dichiara innocente e sostiene che, dopo l'avvio della causa di separazione, la ex moglie gli avrebbe impedito di vedere le bambine e che lui, presentandosi a casa o a scuola, oppure cercandola sul cellulare, avrebbe soltanto tentato di riprendere i contatti con loro. «Non l’ho perseguitata – ha replicato l’uomo in aula – io volevo solo avere notizie delle mie figlie, rivederle e, soprattutto, sapere come stavano».
«NON VEDEVA LE FIGLIE»
Secondo la difesa, il 40enne si sarebbe solo comportato come un buon padre, rattristato dal fatto di non riuscire più a incontrare le figlie dopo la rottura del matrimonio: «Non c'era oltretutto alcun provvedimento che assegnasse le bambine alla donna – spiega l'avvocato difensore Luigi Zaccaria – e il mio assistito non sapeva più nulla di loro perché, a quanto racconta, lei gli avrebbe negato la vista delle figlie. Lui ha dovuto smettere di vederle, e non per sua scelta. Quando ha provato a riparlare con la moglie – conclude il legale – si è ritrovato addirittura denunciato». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google