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Fercam assumerà 140 dipendenti su 193 Sindacati in allerta

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REGGIO EMILIA. «Sebbene per noi significhi uno sforzo finanziario ulteriore, ci siamo resi disponibili a presentare l’offerta ottimale per l’intero gruppo, avvalendoci di un partner immobiliare che si occuperà degli immobili non idonei per la nostra attività». Così il presidente Fercam, Thomas Baumgartner, commenta l’operazione di acquisizione della Artoni. La Fercam assieme al partner immobiliare Prelios si è aggiudicata la gara indetta dal commissario straordinario per la vendita della società, andata in amministrazione straordinaria.

I NUMERI

L’operazione, secondo quanto reso noto dall’azienda altoatesina, comprende 140 dipendenti dei 191 totali rimasti alle dipendenze e complessivamente 26 immobili di proprietà situati su tutto il territorio nazionale e oltre 1.500 unità di carico, principalmente casse mobili. L’accordo prevede che la procedura si farà carico dei dipendenti non rientranti nell'acquisto e prevede inoltre che i dipendenti saranno inseriti in filiali Fercam a non più di 125 chilometri dall'attuale sede di lavoro. Sempre da Fercam sanno sapere che non saranno riattivati altri siti Artoni oltre a quelli già affittati con il precedente affitto di ramo di azienda e le attività dei rimanenti siti Artoni saranno gestite da filiali Fercam.

IL COMMENTO

«Abbiamo già chiesto ai sindacati un incontro per concordare le modalità di inserimento delle persone in Fercam e garantiremo ovviamente tutti i diritti acquisiti – afferma Baumgartne – Rimane importante la concordata flessibilità geografica per garantire la necessaria efficienza onde assicurare la competitività e conseguente sicurezza dei posti di lavoro anche in futuro. Sono sicuro che i sindacati agiranno con la necessaria responsabilità tenendo presenti anche le esigenze aziendali in considerazione delle difficoltà e turbolenze che caratterizzano il mercato del settore trasporti».

I SINDACATI

Una dichiarazione, quella dei vertici altoatesini, che non ha convinto i sindacati, impegnati nella tutela dei lavoratori durante tutta la procedura. «L’incontro lo abbiamo chiesto noi, da farsi al Mise, per garantire l'occupazione e le condizioni dei lavoratori – afferma Cristina Mameli della Filt-Cgil – Da quell'incontro, presente il ministero, usciranno le condizioni e non dalle dichiarazioni di una parte». L’incontro al Mise è stato fissato per giovedì 17 gennaio. —

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