Reggio Emilia, degrado in via Turri: Iren chiude i rubinetti, anziani senz’acqua
Staccate le utenze in via Turri 15 e 17, una residente: «Colpa degli stranieri che non pagano». Vicesindaco al lavoro per risolvere il problema
REGGIO EMILIA. «Alla mattina, appena mi alzo, vado con ansia ad aprire il rubinetto per controllare che l’acqua non sia stata razionata». Era l’agosto del 2016 quando Paola Iotti, anziana residente di via Turri numero 15, raccontava alla Gazzetta di Reggio gli enormi problemi che avevano nel condominio a causa dei numerosi residenti «tutti stranieri» che non pagavano le bollette.
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Oggi, a oltre due anni di distanza, molto è cambiato. Ma in peggio. Le morosità e i debiti nei confronti dei gestori sono aumentati tanto che ieri pomeriggio Iren ha deciso di optare per l’opzione più estrema: staccare completamente l’acqua all’intero condominio, che comprende anche il numero civico 17 e diversi reggiani anche molto anziani, senza contare i bambini.
«Siamo completamente senza acqua nell’intero condominio – racconta al telefono la Iotti, in un misto tra rabbia e disperazione – noi italiani, molto pochi, paghiamo sempre regolarmente al contrario di diversi stranieri che vivono qui. E così l’amministratrice non ha i soldi e nel pomeriggio ci hanno chiuso i rubinetti. In una città civile come Reggio Emilia, in un luogo dove abitano persone anziane, le pare possibile rimanere senza una goccia d’acqua?».
Al civico 15, dove abitano la Iotti e altre due persone di 90 anni, si contano dieci appartamenti ai quali si aggiungono gli altri quindici del civico 17. E non è nemmeno la prima volta, recentemente, che Iren stacca le utenze: «È già la seconda volta – prosegue la residente – Era successo già ad agosto ma per fortuna quella volta sono riuscita a parlare subito con il vicesindaco Matteo Sassi e dopo tre ore l’acqua era tornata».
Ora, tuttavia, pare che la situazione sia addirittura peggiorata rispetto alla scorsa estate. La società, contattata dalla Iotti, ha fatto sapere che il condominio ha un insoluto molto alto – si parla di decine di migliaia di euro – versione confermata all’anziana anche dall’amministratrice. In realtà, a fronte dei debiti, era stato predisposto fra le parti un piano di rientro ma negli ultimi mesi la morosità è aumentata invece di diminuire. Da qui la decisione di Iren di sigillare le tubature.
Ciò che fa arrabbiare, prosegue la Iotti, «è il fatto che tutto ciò possa accadere dall’oggi al domani, senza avvisare nessuno. Fino alle 15.30 c’era l’acqua, poi più nulla. Anche nei paesi africani fanno di tutto per far avere l’acqua e a noi la levano? Ma cosa siamo diventati?Ci sono bambini, persone molto anziane, e per colpa di quelli che se ne fregano e non pagano le bollette dobbiamo essere danneggiati tutti noi?».
Poche ore dopo il distacco il vicesindaco è stato informato dell’accaduto e, come in passato, si è interessato alla vicenda. La speranza dei residenti che hanno sempre pagato, vittime dei morosi, è che come successo ad agosto anche questa volta tutto possa essere risolto, nonostante i debiti.
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