Così si salvano le anime, e si salva Salvini
L'editoriale della domenica del direttore della Gazzetta di Reggio, Stefano Scansani
REGGIO EMILIA. Non preoccupatevi. Soltanto 10 dei 49 neri che per diciannove giorni hanno vagato nel Mediterraneo e infine sono stati sbarcati a Malta, vengono accolti in Italia. Non preoccupatevi: soltanto 10 neri vengono da noi e saranno affidati alla Chiesa Valdese, “con nessun onere per lo Stato italiano”, s’affretta ad avvisare il premier Conte più la Lega che noi, in generale. Ancora Conte definisce un’eccezione l’ospitalità dei 10 neri...
Quelli del governo del “tutto e il contrario di tutto” ce l’hanno data ancora a bere. Tornano a raccontarci che il motto salviniano “basta invasione” non è stato tradito, che per i nuovi arrivati non spenderemo un euro. Quelli del governo si mettono al riparo dalle critiche affidando i 10 neri a una realtà cristiana consegnando così la loro coerenza a Dio. Il garbuglio è italianissimo.
La Chiesa Valdese, che qui conta quasi 26mila fedeli, non è uno Stato confinante o men che meno ha possedimenti extraterritoriali, ma è una comunità organizzata di cristiani evangelici che vivono nel “secolo”. Cioè nel tempo e nello spazio corrente. Nell’Italia che ha oltre 60 milioni di abitanti. Si tratta dello steso canovaccio che seguì al blocco della nave “Diciotti” nel porto di Catania. Ricordate? L’incrollabile saldezza del ministro Salvini venne aggirata con l’entrata in campo della Chiesa cattolica romana. La Conferenza episcopale prese in carico 100 neri.
Nella filigrana della lingua ecclesiastica con cui s’espresse don Ivan Maffeis, direttore dell’ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, riverbera ancora il marchingegno: “È una soluzione concordata con il ministero dell’Interno per sbloccare una situazione dolorosa e insostenibile”. Concordata con Salvini. Capito?
Poi si sa come andò a finire. In quell’agosto 2018 molti migranti ospitati dalla Cei si dileguarono e sparpagliarono da un giorno all’altro sul suolo italiano. In Italia, non sul suolo vaticano o nel perimetro di un convitto cattolico. I migranti tornarono a migrare, seguirono il loro programma di viaggio.
Mai che venga diffuso un dato governativo sull’esito delle ripartizioni fra Stati volenterosi e dove siano e che cosa facciano i migranti che ne sono stati oggetto. Anche questa contabilità dovrebbe far parte della gestione della migrazione in Italia e in Europa. Gestione inesistente né ora né prima di questo governo e di questa Unione Europea che conta quasi 500 milioni di cittadini. La responsabilità è storica, quanto il flusso migratorio è inesorabile.
Permettetemi di procedere sull’affidamento dei migranti a Chiese o organizzazioni religiose allo scopo di aggirare collere e crepe dentro il governo. Intravedo nell’assegnazione dei migranti prima alla Chiesa cattolica romana e poi alla Chiesa Valdese il riconoscimento del “braccio spirituale” dello Stato. Cioè un’edizione ribaltata di quello che fu il “braccio secolare” della Chiesa, ovvero lo Stato. Nei secoli passati – dai tempi dell’Inquisizione e fino al 1871 in Italia - la Chiesa consegnava alla giurisdizione statale i condannati affinché quest’ultima eseguisse le sentenze.
Perché Ecclesia abhorret a sanguine: la Chiesa detesta il sangue. Il capovolgimento vede ora lo Stato affidare alla Chiesa numero 10 neri perché il governo detesta litigare con sé stesso.
Va anche osservato che l’entrata in campo della Chiesa cattolica romana e della Chiesa Valdese (in futuro chissà quali altre) riconferma che la gestione della migrazione e la soluzione delle crisi da essa innescate passa per via spirituale. Quindi lo Stato è inguaribilmente intriso in un do ut des (io do affinché tu dia) rispetto alle realtà religiose e così non è in grado di affermare la sua laicità nell’ambito della solidarietà. Per cui la rigidezza di Salvini trova una valvola negli “uomini di buona volontà”. Una valvola che libera tutti – quelli che dicono “accogliamoli” e quelli che sostengono “respingiamoli” - e risolve di volta in volta il problema del barcone che nessuno vuole. Ma fino a quando?
Temo che i 10 neri, come molti altri arrivati comunque dopo il tira e molla governativo, siano essi stessi un “braccio strumentale” al servizio della campagna elettorale della Lega e dei Cinque Stelle. La prima intona la moltiplicazione dei suoi consensi proprio sul blocco dei porti e i respingimenti. Il movimento di Di Maio, invece, per recuperare gradimento si riscopre umanitario e affida al premier Conte la fiaccola del solidarismo.
Ma siccome c’è un contratto, c’è un patto di potere e s’approssimano le elezioni, il governo ogni qual volta cerca e trova una soluzione estranea alla politica e perciò non fa una scelta. Provvidenzialmente si manifesta la religione che come le tanto detestate Ong realizza opere di misericordia. Dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i viandanti... Così si salvano le anime e si salva Salvini (che i viandanti e le Ong non li vuole).
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