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Dalla parte delle fasce deboli record di disabili e stranieri

R.Q.
Dalla parte delle fasce deboli record di disabili e stranieri

L’istituto di via della Canalina  ha il più alto numero  di portatori di handicap  e si impegna per chi vuole  recuperare anni di studio persi

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Reggio Emilia. Il Galvani-Jodi è una scuola inclusiva. Lo dicono i dati che fornisce la Provincia sulla presenza degli studenti con disabilità e quelli stranieri.

L’istituto di via della Canalina 21 infatti, se si prendono gli ultimi dieci anni, ha sempre avuto più alunni disabili iscritti anno per anno, rispetto a tutte le altre scuole di secondo grado delle provincia di Reggio Emilia: la percentuale rispetto agli altri alunni non è mai scesa sotto il 5% con il record quest’anno dell’8,3%, mentre gli altri istituti non hanno mai superato il 4%, registrando il record sempre quest’anno con il 3,9%.

Per quanto riguarda gli studenti stranieri il Galvani-Jodi, sempre considerando gli ultimi dieci anni, ha sempre avuto una percentuale di stranieri iscritti più alta in confronto alle altre scuole, superando sempre il 20% tranne nell’anno scolastico 2009/2010, quando ha registrato il 18%, mentre i restanti istituti di secondo grado reggiani non hanno mai superato il 14%, con il record raggiunto nell’anno scolastico 2013/14 con il 13,7 per cento.

L’inclusione e l’attenzione per le fasce più in difficoltà continua con il percorso di secondo livello (ex corso serale), che costituisce una significativa opportunità per tutti coloro che, con diverse motivazioni, intendono rientrare nel percorso formativo. L’istituto fornisce i seguenti corsi: servizi per la sanità e l’assistenza sociale (solo primo anno) e tecnico dei servizi socio sanitari. A tutti gli studenti è proposto un percorso formativo che garantisce il riconoscimento delle classi già frequentate in istituti statali o legalmente riconosciuti.

Il Galvani-Jodi comprende anche un corso nella Casa Circondariale di via Settembrini 8, che prevede la rieducazione di coloro che sono detenuti all’interno della struttura con dei percorsi di studio che prevedono l’insegnamento delle materie riguardanti i servizi socio-sanitari.

R.Q.

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